NOVARA – Un 2017 positivo per le imprese femminili novaresi, che rispetto all’anno precedente crescono del +0,8%, risultato che si colloca al secondo posto nella classifica delle province piemontesi, subito dopo la perfomance del Verbano-Cusio-Ossola (+1%) e a fronte di una media regionale che si attesta al -0,3%. Le imprese femminili registrate in provincia di Novara a fine 2017 ammontano a 6.879, il 22,5% di quelle complessive, una quota leggermente superiore a quella italiana (21,9%) e in linea con quella piemontese. Tra le imprese “rosa” novaresi si contano inoltre 751 imprese straniere (cresciute di 29 unità tra 2016 e 2017) e 946 “under 35”, che nel periodo in esame arretrano invece di 47 unità. «La nostra è tra le tre province piemontesi che evidenziano risultati positivi, a conferma della capacità di tenuta dell’imprenditoria femminile novarese – commenta Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara – Le attività guidate da donne hanno manifestato nel corso del 2017 un tasso di natalità che sfiora l’8%, dando prova di una diffusa volontà di mettersi in gioco in prima persona sul fronte professionale, volontà che deve fare i conti con un turnover elevato, anche a causa del perdurare di ostacoli che spesso non agevolano l’operato delle imprenditrici e le loro esigenze specifiche». Anna Ida Russo, presidente del Comitato provinciale per la promozione dell’imprenditoria femminile, aggiunge: «Per sostenere un’autentica crescita, che non sia solo quantitativa ma anche qualitativa, abbiamo progettato una serie di iniziative a sostegno delle imprese femminili, tra cui un’attività di coaching orientata allo sviluppo di capacità imprenditoriali, la collaborazione con LILT per sostenere la prevenzione attraverso approfondimenti e visite specialistiche in azienda e una nuova edizione del Premio Femminile Singolare. Sabato 24 marzo, inoltre, si svolgerà a Novara l’incontro “Donne Made in Italy. Storie di imprenditoria femminile: C’era una… svolta!” dedicato alle testimonianze di imprenditrici locali che hanno saputo intraprendere con successo la via del cambiamento mettendosi in proprio». Sotto il profilo settoriale, le imprese “rosa” novaresi si concentrano prevalentemente nel terziario, collocandosi, in ordine di numerosità, nel comparto del commercio (in cui il 26,4% delle imprese provinciali risulta femminile), in quello delle altre attività di servizi, incluse parrucchiere e lavanderie (con un peso delle imprese femminili pari al 60,6% del totale) e nell’alloggio e ristorazione (dove un’impresa su tre è guidata da donne). Seguono manifatture, attività immobiliari e agricoltura. Per quanto riguarda le dinamiche annuali, a evidenziare variazioni positive degli stock sono l’agricoltura (+1,2%) e le altre attività di servizi (+0,8%), oltre a servizi di supporto alle imprese, costruzioni e attività scientifiche e tecniche; appaiono, invece, in flessione le attività immobiliari (-0,5%), l’alloggio e ristorazione (-1,1%), le manifatture (-0,9%) e il commercio (-1,2%). 

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NOVARA – Un 2017 positivo per le imprese femminili novaresi, che rispetto all’anno precedente crescono del +0,8%, risultato che si colloca al secondo posto nella classifica delle province piemontesi, subito dopo la perfomance del Verbano-Cusio-Ossola (+1%) e a fronte di una media regionale che si attesta al -0,3%. Le imprese femminili registrate in provincia di Novara a fine 2017 ammontano a 6.879, il 22,5% di quelle complessive, una quota leggermente superiore a quella italiana (21,9%) e in linea con quella piemontese. Tra le imprese “rosa” novaresi si contano inoltre 751 imprese straniere (cresciute di 29 unità tra 2016 e 2017) e 946 “under 35”, che nel periodo in esame arretrano invece di 47 unità. «La nostra è tra le tre province piemontesi che evidenziano risultati positivi, a conferma della capacità di tenuta dell’imprenditoria femminile novarese – commenta Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara – Le attività guidate da donne hanno manifestato nel corso del 2017 un tasso di natalità che sfiora l’8%, dando prova di una diffusa volontà di mettersi in gioco in prima persona sul fronte professionale, volontà che deve fare i conti con un turnover elevato, anche a causa del perdurare di ostacoli che spesso non agevolano l’operato delle imprenditrici e le loro esigenze specifiche». Anna Ida Russo, presidente del Comitato provinciale per la promozione dell’imprenditoria femminile, aggiunge: «Per sostenere un’autentica crescita, che non sia solo quantitativa ma anche qualitativa, abbiamo progettato una serie di iniziative a sostegno delle imprese femminili, tra cui un’attività di coaching orientata allo sviluppo di capacità imprenditoriali, la collaborazione con LILT per sostenere la prevenzione attraverso approfondimenti e visite specialistiche in azienda e una nuova edizione del Premio Femminile Singolare. Sabato 24 marzo, inoltre, si svolgerà a Novara l’incontro “Donne Made in Italy. Storie di imprenditoria femminile: C’era una… svolta!” dedicato alle testimonianze di imprenditrici locali che hanno saputo intraprendere con successo la via del cambiamento mettendosi in proprio». Sotto il profilo settoriale, le imprese “rosa” novaresi si concentrano prevalentemente nel terziario, collocandosi, in ordine di numerosità, nel comparto del commercio (in cui il 26,4% delle imprese provinciali risulta femminile), in quello delle altre attività di servizi, incluse parrucchiere e lavanderie (con un peso delle imprese femminili pari al 60,6% del totale) e nell’alloggio e ristorazione (dove un’impresa su tre è guidata da donne). Seguono manifatture, attività immobiliari e agricoltura. Per quanto riguarda le dinamiche annuali, a evidenziare variazioni positive degli stock sono l’agricoltura (+1,2%) e le altre attività di servizi (+0,8%), oltre a servizi di supporto alle imprese, costruzioni e attività scientifiche e tecniche; appaiono, invece, in flessione le attività immobiliari (-0,5%), l’alloggio e ristorazione (-1,1%), le manifatture (-0,9%) e il commercio (-1,2%).