Nuovo importante appuntamento culturale sabato 17 febbraio a Villa Marazza. Organizzato dalla Fondazione Marazza alle 16 nel “salone d’onore” Gianfranco Giustina (nella foto) proclamato nel 2014 “Borgomanerese dell’anno” sarà il relatore del convegno sul tema “Meraviglie del lago Maggiore, patrimonio dell’Unesco”. Giustina ha 63 anni ed è Curatore dei Giardini Borromeo all’Isola Madre e all’Isola Bella sul Lago Maggiore. Sposato con Marina Valloggia e papà di Giulia, Giustina approdò nel 1977 come semplice giardiniere all’Isola Madre diventando  dopo solo due anni Capo giardiniere.  Nella sua lunga carriera ha ricevuto un’infinità di riconoscimenti anche a livello internazionale: tra questi nel 2008  il “Mughetto d’oro”

Nuovo importante appuntamento culturale sabato 17 febbraio a Villa Marazza. Organizzato dalla Fondazione Marazza alle 16 nel “salone d’onore” Gianfranco Giustina (nella foto) proclamato nel 2014 “Borgomanerese dell’anno” sarà il relatore del convegno sul tema “Meraviglie del lago Maggiore, patrimonio dell’Unesco”. Giustina ha 63 anni ed è Curatore dei Giardini Borromeo all’Isola Madre e all’Isola Bella sul Lago Maggiore. Sposato con Marina Valloggia e papà di Giulia, Giustina approdò nel 1977 come semplice giardiniere all’Isola Madre diventando  dopo solo due anni Capo giardiniere.  Nella sua lunga carriera ha ricevuto un’infinità di riconoscimenti anche a livello internazionale: tra questi nel 2008  il “Mughetto d’oro” a Como, nel 2013 il Premio Sir Peter Smithers a Lugano e nell’aprile del 2014 fu insignito della “Veitch Momorial Medal “ a Londra, riconoscimento che è paragonabile al Nobel mondiale del giardinaggio. E’ stato inoltre tra i soci fondatori del Garden Club Borgomanero di cui è presidente il dottor Umberto Cammarano. “Maestro nell’arte del giardinaggio e del buon  gusto – questa la motivazione che avevano decretato l’assegnazione  del Premio Borgomanerese dell’anno 2014 – Giustina è un esempio straordinario di come con i sacrifici e la buona volontà si possano raggiungere traguardi insperati”.

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Carlo Panizza