MAGGIORA – Secondo piazzamento a livello nazionale per il progetto di Marina Olwen Fogarty, viticoltrice a Maggiora. La 29enne ha immaginato una start-up che lega vino e territorio che le è valsa il secondo premio nazionale  al concorso WE – Progetti delle donne, realizzato in occasione di Expo.

La premiazione del concorso si è svolta nei giorni scorsi presso lo spazio ME and WE – Women for Expo.  Al bando, lanciato l’anno scorso, avevano partecipato oltre un centinaio di progetti tra cui sono stati scelti tre vincitori. Il progetto di Mariana Olwen Fogarty  si chiama “Alto Piemonte. Al-Top!” e prevede la creazione di un polo dedicat

MAGGIORA – Secondo piazzamento a livello nazionale per il progetto di Marina Olwen Fogarty, viticoltrice a Maggiora. La 29enne ha immaginato una start-up che lega vino e territorio che le è valsa il secondo premio nazionale  al concorso WE – Progetti delle donne, realizzato in occasione di Expo.

La premiazione del concorso si è svolta nei giorni scorsi presso lo spazio ME and WE – Women for Expo.  Al bando, lanciato l’anno scorso, avevano partecipato oltre un centinaio di progetti tra cui sono stati scelti tre vincitori. Il progetto di Mariana Olwen Fogarty  si chiama “Alto Piemonte. Al-Top!” e prevede la creazione di un polo dedicato alle eccellenze enogastronomiche dell’Alto Piemonte. Una sorta di vetrina delle eccellenze del territori situato in un punto di grande interesse paesaggistico, come le colline cuore della produzione del Boca doc. Un progetto articolato, attraverso il quale investire anche nella produzione sostenibile. Perché puntare sui vitigni dell’Alto Piemonte? Secondo la viticoltrice maggiorese perché “qui nascono vini di altissima qualità con il potenziale di  invecchiamento tra i più alti al mondo”.

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A ritirare il premio con Marina, la mamma e la nonna: a dimostrazione dell’impronta in rosa dell’impresa di famiglia, l’azienda agricola Vallana, che da tempo produce i vini tipici delle Colline Novaresi: Rosso , Spanna, Boca doc e Gattinara docg. “L’azienda di Marina Olwen Fogarty – sottolinea Gian Carlo Ramella, direttore di Coldiretti (a cui l’impresa è associata) – evidenzia sul territorio la positività del  protagonismo femminile in agricoltura. Nella loro attività imprenditoriale le donne agricoltrici italiane hanno dimostrato capacità di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità. Oggi sono Sono 215.329 le imprese agricole guidate da donne nel primo trimestre del 2015 in Italia dove ormai nelle campagne quasi una azienda su tre (28,9 per cento) è rosa per effetto della grande attrattività agli occhi delle donne che hanno contribuito al profondo rinnovamento del settore”.

l.pa.