Gli azzurri impattano 1-1 una gara che li ha visti condurre il primo tempo e sparire nella ripresa

 Il Novara calcio pareggia per 1-1 nella sfida casalinga contro il Pescara e lo fa in una gara dai due volti. Nel primo tempo i padroni di casa mettono in mostra una delle migliori prestazioni della stagione, con pressing, fraseggi e tante occasioni da gol che solo per sfortuna non vengono concretizzate. Trovano poi il vantaggio al 31’ con Moscati, bravo a concludere a rete una bella azione iniziata da Sansone il cui tiro deviato dal portiere Fiorillo era preda del centrocampista novarese che insaccava. Trovato il gol, il Novara  non si fermava e continuava a creare azioni e a procurare problemi al portiere pescarese.

Nella ripresa quella che scende in campo è però un’altra squadra. Gli azzurri allenati da mister Di Carlo, non fanno in pratica nessun tiro in porta, si abbassano e soffrono la pressione abruzzese. Gli ospiti trovano il pareggio al 7’ con Valzania bravo a concludere dopo un fraseggio con Pettinari. Il Pescara continua poi a premere e sfiora il raddoppio, più volte mentre il Novara si chiude e alla fine arriva un pareggio che lascia qualche rimpianto.

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Ancora una volta una decisione arbitrale dubbia

Un punto che smuove la classifica ma che, visti i risultati dagli altri campi, dove erano impegnate le dirette concorrenti, lascia rammarico. Una vittoria, infatti, avrebbe messo il Novara calcio in una posizione quasi tranquilla. Va però detto, a onor di cronaca, che anche in questa gara si è registrato un episodio che vede una decisione arbitrale dubbia. Lo testimonia a fine partita la dichiarazione dell’allenatore pescarese Pillon, che ha ammesso di aver sostituito al 40’ del primo tempo Perrotta, già ammonito, con Coda per evitare che fosse espulso. Perrotta su cui gravava già un cartellino giallo, aveva appena fatto un brutto intervento su Sansone, ma l’arbitro Piccinini decideva di non dare la seconda ammonizione e la susseguente espulsione. Quindi niente secondo tempo in superiorità numerica a differenza di quanto era avvenuto per i padroni di casa a Cremona.

m.d.