MoviFest, il ministro Bonisoli ha chiuso la kermesse del Movimento 5 Stelle a Trecate. “Non esiste una cultura alta e una bassa”.

MoviFest, il ministro Bonisoli ha chiuso la kermesse a Trecate

Il Ministro per i Beni Artistici e Culturali Alberto Bonisoli è stato l’ospite di punta del Movifest, l’evento organizzato dal Movimento 5 Stelle a Trecate sabato scorso. Il ministro ha iniziato il suo intervento con un attacco alla stampa: «L’informazione politica – ha detto – a volte viene manipolata, ne è un esempio quanto accaduto di recente con una mia affermazione. Tutto ciò, però, non succede a caso, ma coinvolge soprattutto gli esponenti del Movimento che fanno parte del Governo».

“Non esiste una cultura alta e una bassa”

movifest trecateHa parlato poi del suo settore di competenza. «La cultura – ha affermato – è identità. Ci sono tante culture, non esiste una cultura “alta” e una “bassa” e ognuno deve poter scegliere il modello culturale che preferisce. Finora, però, in Italia si è cercato di proporre un modello culturale unico. Noi invece vogliamo evitare il modello unico e favorire la libertà di scelta. Ad esempio, molti degli acquisti vengono ora effettuati on-line, ma non esiste una normativa che regoli il mercato on-line. Noi non intendiamo combattere i portali di vendita, ma regolamentarli e trovare forme di protezione per i piccoli operatori, altrimenti la diversità culturale sparisce. Inoltre, se si creano spazi di vero dialogo culturale, è possibile sanare alcune tensioni presenti nella nostra società, come quelle dovute alle diversità etniche».

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“Il reddito di cittadinanza non è un intervento assistenzialista”

Nell’intervento del rappresentante del Governo non poteva mancare, infine, un accenno alla legge finanziaria: «Vogliamo una società che garantisca diritti e servizi a tutti – ha dichiarato Bonisoli – ed abbiamo fatto una finanziaria che va in questa direzione, con una scommessa chiara per il futuro. Il reddito di cittadinanza da noi proposto è simile a quello in vigore in Germania e in Francia. Naturalmente dovrà essere accompagnato da una radicale riforma dei Centri per l’impiego e da investimenti».
Il ministro ha anche confermato che i fondi previsti per il reddito di cittadinanza ammontano a 10 miliardi ed ha concluso marcando la differenza fra questo provvedimento e quello del Governo precedente: «Il reddito di cittadinanza non è un intervento assistenzialista – ha sostenuto – assistenzialista è il reddito di inclusione, che non chiede niente alle persone, che diventa solo un modo per comprare un po’ di voti».

Daniela Uglietti