Riso a dazio zero, Coldiretti chiede lo stop alle importazioni con l’attivazione della clausola di salvaguardia da parte dell’Unione europea.

Riso a dazio zero, Coldiretti chiede lo stop alle importazioni

«E’ importante che l’inchiesta e la procedura della Comunità Europea per fermare le importazioni di riso a dazio zero dai Paesi asiatici Eba (“Tutto tranne le armi”) siano concluse in tempi brevi. Si tratta di un passo importante e delicato, che ha visto i nostri risicoltori in prima linea. Va assolutamente risolta una situazione di crisi che nell’ultimo anno ha visto dimezzate le quotazioni riconosciute agli agricoltori italiani, ora su livelli insostenibili».
Questo il commento di Coldiretti Novara Vco dopo la pubblicazione (vedi Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C 100/30 del 16 marzo) dell’avviso di apertura di una inchiesta di salvaguardia relativa alle importazioni di riso originario dalla Cambogia e dalla Birmania. Da questi Paesi, nell’ultimo anno, sono arrivati in Italia 22,5 milioni di chili di riso.

Fermare l’invasione

«Un passo importante ed urgente, sollecitato dalla nostra Organizzazione, per contrastare l’invasione di riso proveniente da Paesi come la Cambogia e la Birmania e raccolto anche sui campi della minoranza Rohingya costretta a fuggire a causa della violenta repressione», sottolinea il presidente di Coldiretti Novara Vco Sara Baudo unitamente a Paolo Dellarole che ha la delega regionale al settore risicolo.
«Nell’ultimo anno sono, infatti, triplicate le importazioni e i prezzi riconosciuti agli agricoltori italiani hanno fatto registrare contrazioni consistenti per le principali varietà di riso. Dal -58 % per l’Arborio al -57 % per il Carnaroli, dal -41 % per il Roma al -37% per il Vialone Nano».

In Piemonte quasi 1900 aziende risicole

«Una situazione insostenibile per l’intera risicoltura del Piemonte, la regione italiana con i numeri maggiori a livello produttivo avendo 117 mila ettari, 8 milioni di quintali di produzione e quasi 1900 aziende. E’ indispensabile, oltretutto, arrivare ad avere una concreta tracciabilità del riso. Purtroppo, viene spacciato per Made in Italy anche il riso straniero che in Italia viene esclusivamente lavorato e poi esportato, andando così ad incrementare in modo inveritiero i dati dell’export italiano».

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«Si attivi al più presto la clausola di salvaguardia»

«Non è accettabile – dice Coldiretti – che l’Unione Europea continui a favorire le importazioni, lo sfruttamento e la violazione dei diritti umani nell’indifferenza generale. E’ invece necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori. Dietro gli alimenti, italiani e stranieri, deve esserci un percorso di qualità a tutela dell’ambiente e della salute. Auspichiamo, dunque, che in tempi rapidi venga chiusa l’inchiesta e si attivi la clausola di salvaguardia per affrontare concretamente una crisi che già da troppo tempo compromette il futuro di migliaia di risicoltori».

L’inchiesta dell’Unione europea

La procedura avviata dalla Commissione Europea prevede un’inchiesta, aperta alle osservazioni di tutte le parti interessate, dalla durata massima di 12 mesi. Al termine dell’inchiesta se saranno provate le “gravi difficoltà” con il “deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie”, la Commissione può proporre un atto di esecuzione. L’atto, dopo l’accordo degli Stati membri, dovrà avere anche il via libera di Parlamento e Consiglio.
Le misure di salvaguardia non possono durare più di tre anni anche se è possibile un proroga.
Laura Cavalli