SAN PIETRO MOSEZZO – Seconda manifestazione di protesta ieri davanti alla Dsv Spa di San Pietro Mosezzo. L’iniziativa organizzata da Si Cobas ha avuto inizio alle 6 di mattina e si sarebbe dovuta svolgere per tutta la giornata. Una trentina di lavoratori che fanno parte dei tre consorzi (Star, Saga e Seit) e di quattro cooperative (Santa Cristina, Galaxy, Delta, Esse Logistica) che operano all’interno della sede logistica, hanno stazionato davanti ai cancelli impedendo l’accesso ai camion. Presenti agenti di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza oltre che della Polizia locale. Una prima protesta di un gruppo di dipendenti di cooperative addetti al carico e scarico di camion era avvenuta il 6 dicembre scorso: a questa erano seguiti degli incontri con il Prefetto ma secondo gli organizzatori della manifestazione non essendo migliorata la situazione si è deciso di manifestare nuovamente. I protagonisti della protesta, che hanno voluto rimanere anonimi, lamentano condizioni di lavoro difficili con richieste che non rispettano il contratto di lavoro, pagamenti in nero, ore di straordinario pagate molto meno di quanto stabilito, ritorsioni. “Vogliamo solo che i nostri diritti di lavoratori vengano rispettati – hanno ripetuto più volte – di poter lavorare serenamente e mantenere i nostri figli”. 

Verso le 10 due poliziotti hanno parlato con i manifestanti per convincerli a sciogliere il blocco. La situazione in seguito si è fatta più tesa. “Quando erano già stati presi accordi per sospendere il blocco, la Polizia ha chiesto a due sindacalisti di andare in Questura per l’identificazione – ci ha raccontato Alessandro Zadra, dei Si Cobas di Milano – alla risposta che non ne vedevano il motivo gli agenti allora hanno deciso di portare via i due rappresentanti dei lavoratori”.  Il blocco si sarebbe sciolto verso le 11 e la maniefstazione si è spostata davanti alla Questura di Novara ed è durata fino al rilascio dei due avvenuto intorno alle 17. 

Valentina Sarmenghi  

Leggi di più sul Corriere di Novara in edicola 

SAN PIETRO MOSEZZO – Seconda manifestazione di protesta ieri davanti alla Dsv Spa di San Pietro Mosezzo. L’iniziativa organizzata da Si Cobas ha avuto inizio alle 6 di mattina e si sarebbe dovuta svolgere per tutta la giornata. Una trentina di lavoratori che fanno parte dei tre consorzi (Star, Saga e Seit) e di quattro cooperative (Santa Cristina, Galaxy, Delta, Esse Logistica) che operano all’interno della sede logistica, hanno stazionato davanti ai cancelli impedendo l’accesso ai camion. Presenti agenti di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza oltre che della Polizia locale. Una prima protesta di un gruppo di dipendenti di cooperative addetti al carico e scarico di camion era avvenuta il 6 dicembre scorso: a questa erano seguiti degli incontri con il Prefetto ma secondo gli organizzatori della manifestazione non essendo migliorata la situazione si è deciso di manifestare nuovamente. I protagonisti della protesta, che hanno voluto rimanere anonimi, lamentano condizioni di lavoro difficili con richieste che non rispettano il contratto di lavoro, pagamenti in nero, ore di straordinario pagate molto meno di quanto stabilito, ritorsioni. “Vogliamo solo che i nostri diritti di lavoratori vengano rispettati – hanno ripetuto più volte – di poter lavorare serenamente e mantenere i nostri figli”. 

Verso le 10 due poliziotti hanno parlato con i manifestanti per convincerli a sciogliere il blocco. La situazione in seguito si è fatta più tesa. “Quando erano già stati presi accordi per sospendere il blocco, la Polizia ha chiesto a due sindacalisti di andare in Questura per l’identificazione – ci ha raccontato Alessandro Zadra, dei Si Cobas di Milano – alla risposta che non ne vedevano il motivo gli agenti allora hanno deciso di portare via i due rappresentanti dei lavoratori”.  Il blocco si sarebbe sciolto verso le 11 e la maniefstazione si è spostata davanti alla Questura di Novara ed è durata fino al rilascio dei due avvenuto intorno alle 17. 

Valentina Sarmenghi  

Leggi anche:  Superdì, la vicenda arriva a Roma

Leggi di più sul Corriere di Novara in edicola