NOVARA – «Per una donna vittima di violenza, il “dopo trauma” non è facile perché la società non sempre è disposta ad accettarla. Per questo bisogna creare le condizioni a livello istituzionale per dare sostegno». Così Lucia Annibali, capolista del Partito Democratico alla Camera nel collegio proporzionale Piemonte Nord, venuta sabato a Novara per la campagna elettorale, ha sintetizzato uno dei motivi che l’hanno spinta a candidarsi. Nativa di Urbino, 40 anni, di professione avvocato, il 6 aprile del 2013 fu sfregiata con l’acido da due uomini. Mandante dell’aggressione l’ex fidanzato. Da quella data è stata sottoposta, finora, a 17 interventi per ricostruire il viso e risolvere i problemi di vista e respirazione. Nel 2016 la Cassazione ha confermato la pena a 20 anni per l’ex fidanzato e a 12 anni per i due esecutori. Arrivata a Novara nel pomeriggio Lucia Annibali prima ha incontrato la cittadinanza al gazebo del Pd in piazza Duomo e in seguito all’hotel Europa ha partecipato alla presentazione dei candidati novaresi Elena Ferrara al Senato, Franca Biondelli, Rossano Pirovano alla Camera, presentazione seguita dal dibattito “La bellezza delle donne forti” con le associazioni che si occupano di donne vittime di violenza, condotto da Elia Impaloni, ex assessore ai servizi sociali del Comune di Novara.

Sempre sabato in città anche l’ex ministro Raffaele Fitto, candidato per  “Noi con l’Italia” nel Centrodestra. All’hotel Parmigiano è arrivato con il candidato torinese Roberto Rosso candidato all’uninominale  ed è stato  accolto da Daniele Galli di Gozzano, ex parlamentare e consigliere regionale di Forza Italia, secondo nel listino proporzionale per il Senato.
Fitto già ministro per gli Affari Regionali con Berlusconi dal 2008 al 2011, ha voluto ribadire che «da quando sono stati pubblicati gli ultimi sondaggi, in un mese siamo arrivati al 3%. Possiamo quindi raggiungere un buon risultato. Non stiamo però lavorando solo per il 4 marzo ma anche per il futuro. Vogliano ricostruire una classe dirigente. Il nome “Noi con Voi” è sintomatico del nostro progetto. Un progetto condiviso e democratico. L’Io ha portato sinora solo danni. Vogliamo ricreare un’area moderata  che rappresenti chiaramente un profilo di governabilità».
Massimo Delzoppo

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NOVARA – «Per una donna vittima di violenza, il “dopo trauma” non è facile perché la società non sempre è disposta ad accettarla. Per questo bisogna creare le condizioni a livello istituzionale per dare sostegno». Così Lucia Annibali, capolista del Partito Democratico alla Camera nel collegio proporzionale Piemonte Nord, venuta sabato a Novara per la campagna elettorale, ha sintetizzato uno dei motivi che l’hanno spinta a candidarsi. Nativa di Urbino, 40 anni, di professione avvocato, il 6 aprile del 2013 fu sfregiata con l’acido da due uomini. Mandante dell’aggressione l’ex fidanzato. Da quella data è stata sottoposta, finora, a 17 interventi per ricostruire il viso e risolvere i problemi di vista e respirazione. Nel 2016 la Cassazione ha confermato la pena a 20 anni per l’ex fidanzato e a 12 anni per i due esecutori. Arrivata a Novara nel pomeriggio Lucia Annibali prima ha incontrato la cittadinanza al gazebo del Pd in piazza Duomo e in seguito all’hotel Europa ha partecipato alla presentazione dei candidati novaresi Elena Ferrara al Senato, Franca Biondelli, Rossano Pirovano alla Camera, presentazione seguita dal dibattito “La bellezza delle donne forti” con le associazioni che si occupano di donne vittime di violenza, condotto da Elia Impaloni, ex assessore ai servizi sociali del Comune di Novara.

Sempre sabato in città anche l’ex ministro Raffaele Fitto, candidato per  “Noi con l’Italia” nel Centrodestra. All’hotel Parmigiano è arrivato con il candidato torinese Roberto Rosso candidato all’uninominale  ed è stato  accolto da Daniele Galli di Gozzano, ex parlamentare e consigliere regionale di Forza Italia, secondo nel listino proporzionale per il Senato.
Fitto già ministro per gli Affari Regionali con Berlusconi dal 2008 al 2011, ha voluto ribadire che «da quando sono stati pubblicati gli ultimi sondaggi, in un mese siamo arrivati al 3%. Possiamo quindi raggiungere un buon risultato. Non stiamo però lavorando solo per il 4 marzo ma anche per il futuro. Vogliano ricostruire una classe dirigente. Il nome “Noi con Voi” è sintomatico del nostro progetto. Un progetto condiviso e democratico. L’Io ha portato sinora solo danni. Vogliamo ricreare un’area moderata  che rappresenti chiaramente un profilo di governabilità».
Massimo Delzoppo

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