“Sicurezza: il cuore del lavoro”. E’ questo il tema che quest’anno le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno scelto di mettere al centro della manifestazione del 1° maggio.

“Nessuno deve più morire di lavoro”

«Nel nostro Paese c’è una guerra non dichiarata, che ogni giorno miete vittime: sono già oltre 200 dall’inizio dell’anno. E per il sindacato l’imperativo deve essere uno: non dobbiamo permettere a nessuno di morire di lavoro». Attilio Fasulo, segretario generale Cgil Novara e Vco, ha lanciato dal palco del comizio del 1° maggio, in piazza Gramsci a Novara, un messaggio forte, in linea con quello che quest’anno è stato scelto dalle organizzazioni sindacali come tema della manifestazione unitaria: “Sicurezza: il cuore del lavoro”.

“Il 1° maggio deve essere il giorno dell’impegno”

In una piazza affollata «come non si vedeva da anni», Fasulo ha detto chiaramente che non c’è più tempo da perdere: «Non è più il momento dell’analisi, ma dell’impegno».

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A chiudere gli interventi dei lavoratori dal palco (moderati dal segretario organizzativo della Uil Cst Novara Vco Stefano De Grandis), il segretario confederale Cisl Ignazio Ganga. Che ha invitato tutti a «un’assunzione di responsabilità. Il 1° maggio non è solo un giorno per ricordare. E’ il giorno dell’impegno per una società che non escluda, in cui prevalga la solidarietà».

Il comizio sul palco di piazza Gramsci ha chiuso la manifestazione unitaria dei sindacati che si era aperta con il lungo corteo che da piazza Cavour ha attraversato le vie del centro accompagnato da centinaia di bandiere, striscioni e dalle note della Banda Cadabra di Torino e della Banda Margherita di Cameri.

Sul Corriere in edicola giovedì il resoconto dettagliato della mattinata.

l.c.