Teatro San Babila, l’attrice novarese Rossana Carretto al debutto come protagonista a Milano con lo spettacolo “Omicidi in pausa pranzo”.

Teatro San Babila, l’attrice novarese Rossana Carretto al debutto come protagonista

Da oggi al 13 maggio Rossana Carretto in scena al Teatro San Babila di Milano con il suo nuovo spettacolo “Omicidi in pausa pranzo” tratto dal romanzo di Viola Veloce. Adattamento teatrale di Paola Galassi (che firma anche la regia), Rossana Carretto e Marcello Mocchi. A completare il cast Ussi Alzati, Rosanna Bubola, Alfredo Colina, Daniele Crasti, Giuseppe Nicodemo e Marco Vaccari. Nel ruolo della protagonista l’attrice novarese. «Sul palco – spiega Rossana Carretto – vesto i panni di un’impiegata di una grande azienda, Francesca Zanardelli, che vive un incubo senza fine quando inizia a trovare i colleghi morti in ufficio. Gli impiegati sono trecento e per loro la paura è diventata una compagna quotidiana. Temendo di essere lei la prossima vittima inizia a indagare, tanto più che l’ispettore incaricato del caso sembra brancolare nel buio. E indaga con la collaborazione della signorina Laura, la fidata segretaria del direttore Vernini».

Una parodia del genere criminale

Tra funerali, interrogatori, telefonate, inaspettati incontri e continui colpi di scena Francesca si mette in gioco sul lavoro e riflette sulla propria vita familiare e sentimentale. Ma c’è dell’altro tra le righe del testo. Il filone giallo diventa il pretesto per la narrazione comica della vita quotidiana di chi lavora in ufficio. «Francesca è una sorta di Fantozzi al femminile perché lo spettatore è portato a sorridere insieme a lei delle disgrazie alle quali è condannato un povero impiegato – ancora l’attrice novarese –. Lo spettacolo, oltre a essere una parodia del genere criminale, tratta un tema senza tempo come quello del mobbing. Quante situazioni vengono sopportate, magari anche pesanti, pur di mantenere il posto di lavoro.

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Il pubblico coinvolto per risolvere il giallo

«Francesca – continua Carretto – subisce vessazioni da parte dei superiori e anche sul piano sentimentale non è fortunata, con due genitori apprensivi che nel corso della storia lo diventano ancora di più. Un frullatore emotivo e di eventi che la sconvolgono. A questo si aggiungono i cadaveri. Il testo riprende la tradizione del giallo a teatro, con il pubblico invitato a ipotizzare chi è il colpevole. Sono una grande appassionata di questo genere per cui il ruolo mi calza a pennello. Un ritmo serrato, battute e gag che divertono gli spettatori e anche noi, grazie a un cast veramente straordinario. Uno spettacolo rivolto a tutti, bambini compresi, né volgare o complicato, con la struttura del vaudeville: chiusa una porta se ne apre un’altra».

Eleonora Groppetti