Premio Bancarellino, vittoria per il novarese Antonio Ferrara. L’autore ha sbaragliato la concorrenza con il suo libro dal titolo “Pusher”.

Premio Bancarellino, vittoria per il novarese Antonio Ferrara

Trionfo novarese e tifo da stadio per Antonio Ferrara e il suo “Pusher” vincitore del Premio Bancarellino. Sabato pomeriggio, in piazza della Repubblica a Pontremoli, l’atto finale della manifestazione n° 61. Il libro dello scrittore, edito da Einaudi Ragazzi (+ 12), ha sbaragliato la concorrenza, portando a casa 474 sui 952 voti espressi dagli studenti. Al secondo posto “Eppure sentire” di Cristina Bellemo, Edizioni San Paolo, con 178 preferenze. Poi “Il cacciatore di sogni” di Sara Rattaro, Mondadori, 123; “Un like di troppo” di Roberto Bratti, Edizioni Il Rubino, 114; “Mina sul davanzale” di Sara Allegrini, Edizioni Itaca, 63. Questa la cinquina finalista passata al vaglio di giovani provenienti da scuole di tutta Italia.

“Un’esperienza meravigliosa”

Urla di gioia e corale acclamazione per il vincitore: «Un’esperienza meravigliosa, un bagno di folla impressionante, un’accoglienza calorosa – è il commento a caldo di Antonio Ferrara che abbiamo intervistato al telefono domenica mattina -. Quei cori dei ragazzi avevano qualcosa di inquietante, non me lo sarei mai aspettato. Segno che il messaggio lanciato dal libro è passato anche se il titolo spesso spaventa le insegnanti che non se la sentono di adottarlo in classe e proporlo agli studenti. È stata una giornata stupenda, con tanti momenti indimenticabili. Vere e proprie arringhe per difendere i cinque libri in gara. Una grande occasione di promozione della lettura».

Letteratura per ragazzi

Il premio, rivolto alla letteratura per ragazzi, ha visto protagonisti giovani lettori chiamati a pronunciarsi sulla cinquina finale, punto di arrivo di una rosa di venti libri selezionata nell’ambito del Progetto Lettura. Un volume, quello vincitore, che parla di droga, di criminalità, di abbandono scolastico. Parte da un fatto di cronaca ma poi romanza la realtà. Vede protagonista un baby boss che a 13 anni a Napoli gestisce una piazza di spaccio in una delle zone più esclusive della città. Durante un attentato ferisce un uomo, non può essere condannato in quanto minore e viene affidato a una scuola di formazione: conosce un panettiere che deve insegnarli un mestiere lecito e che diventerà per lui una persona importante.

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“Una storia tosta”

«Una storia tosta, che ha romanzato una realtà agghiacciante, – ha detto l’autore novarese presentando il libro prima della finale -, con passaggi comici e poetici. Chi la legge spesso mi rilancia delle riflessioni che sono arrivate anche dai giovani lettori». Un premio che parla novarese perché «tra i fondatori dello storico Bancarella c’è stato anche Ottavio Lazzarelli».

“Novara vivace per proposta culturale e produzione letteraria”

E il figlio Roberto, che fa parte della Fondazione del Premio Bancarella ed è presidente dell’Unione Librai Pontremolesi, così commenta il trionfo di “Pusher”: «Congratulazione e orgoglio, un novarese ha vinto il Bancarellino. Tra i premi del Bancarella questo è il più bello perché coinvolge tanti lettori in erba, ha più responsabilità nel far crescere nuovi lettori. Un investimento sul futuro.  L’anno scorso Alessandro Barbaglia è arrivato terzo al Bancarella, Antonio Ferrara ha appena trionfato nel Bancarellino, Simone Sarasso è tra i vincitori del Bancarella Sport ed è in concorso per il primo posto. Una bella testimonianza che Novara è vivace dal punto di vista della proposta culturale e della produzione letteraria. Una responsabilità che ci invita ad andare avanti su questa strada».
Eleonora Groppetti