Moni Ovadia al Faraggiana con il monologo “Carta bianca”. Evento organizzato in collaborazione con il Festival della dignità umana.

Moni Ovadia al Faraggiana con il monologo “Carta bianca”

Dare “Carta bianca” a Moni Ovadia vuol dire addentrarsi nel suo pensiero più profondo. Questo è il titolo della serata in programma domani, venerdì 19 ottobre, alle 21 al teatro Faraggiana di Novara nell’ambito della stagione di prosa “Corpo e anima” e anche del Festival della Dignità umana. Attore, autore, scrittore è uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura della scena italiana. Ha fatto conoscere dal palco la cultura yiddish e da sempre si batte a sostegno dei diritti dei più deboli e della pace. Mai banale mai scontato riempirà il suo recital monologo con riflessioni e letture, storie e aneddoti che pescherà dal suo vastissimo repertorio di teatro e di vita.

Dignità una parola pesante. Che Connota il Festival in cui la serata è inserita. Che cosa è la dignità per Moni Ovadia? “Una condizione assoluta che appartiene all’uomo in quanto tale, non è conferita dall’esterno, non viene da una autorità. Nessuna autorità può intervenire sulla dignità umana perché non le appartiene. Un uomo che va in prigione perchè ha commesso un reato perde i diritti, la libertà ma non la dignità che non può essere negata dall’autorità giudiziaria. Esemplare il primo articolo della Costituzione tedesca: la dignità umana è intangibile. Per me quel bagliore assoluto che appartiene all’uomo e che precede la legislazione. Non è definibile, non è circoscrivibile ma muove la legislazione che la protegge. Ho scritto anche un libro “Madre dignità”. Un problema decisivo per la nostra civiltà”.

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Carta bianca a Moni Ovadia. Per dire cosa?  “Sarà una sorpresa anche per me come sempre andrò a braccio, ripercorrendo alcuni temi etici sulla condizione umana, temi che oggi toccano fortemente le nostre società che conoscono tante forme di di disgregazione dello statuto dell’uomo. la dignità non dipende dallo stato sociale, dal censo, dalla religione. E quando attacchiamo la dignità il costrutto comincia a sfaldarsi”.

Eleonora Groppetti

Leggi tutta l’intervista sul Corriere di Novara di giovedì 18 ottobre 2018

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