Michela Murgia arriva a Novara sul palco del Faraggiana con un testo di Marcello Fois che racconta tre momenti fondamentali della vita di Grazia Deledda.

Michela Murgia sul palco del Faraggiana

Sul palco la vita di Grazia Deledda. Domani, mercoledì 4 aprile alle 21 al Teatro Faraggiana di Novara, per il cartellone “Cantoconlacittà”, in scena lo spettacolo “Quasi Grazia” di Marcello Fois, regia di Veronica Cruciani. Interpreti Michela Murgia, Luca Careddu, Valentino Mannias e Marco Brinzi.
«Il testo di Marcello Fois – dice Veronica Cruciani – racconta tre momenti fondamentali della vita della Deledda. Con la regia vorrei restituire parte di questa vicenda privata che parla di vita ma anche di letteratura, per arrivare a indagare la questione femminile contemporanea. Quello che sempre mi interessa dei personaggi è il lato umano, quando esso diventa parte di una politica in un senso più ampi».

«Una ventata di magia e di letteratura viva sulla scena»

«La presenza di Michela Murgia – continua la regista – per la prima volta in scena, è una scelta che rende chiara questa visione registica. Un’altra donna e scrittrice sarda la quale si è sempre esposta per combattere i pregiudizi sulla figura femminile e che interpreta un ruolo in cui se stessa e la figura di Grazia Deledda si sovrappongono e si richiamano come in un controcanto. Insieme agli attori e insieme a Michela Murgia abbiamo costruito una scrittura parallela a quella drammaturgica di Marcello Fois. Una scrittura creativa e scenica che ci permettesse di indagare i diversi piani del rapporto tra realtà e atto creativo, tra realtà e arte. Questa invenzione scenica, alternandosi alla realtà raccontata dal testo, rievoca i personaggi dei racconti di Grazia Deledda, tirando in campo tutto il suo immaginario e la sua visionarietà. Portando una ventata di magia e di letteratura viva sulla scena».

Leggi anche:  Casa Bossi teatro sotto le stelle

«Questa Deledda in carne ed ossa rifiuta il luogo comune di se stessa»

A firmare il testo un autore noto come Marcello Fois, anche lui di origine sarda. «Decidere di parlare della Deledda è un atto che può avere del temerario – così spiega il suo lavoro -. Specialmente per uno scrittore, specialmente per uno scrittore nuorese. La via migliore per riportare la Deledda al posto che le spetta era quella del rito vivente attraverso il quale da millenni rievochiamo fatti e senso collettivamente. Il teatro è un territorio potente. Un falso/vero attraverso il quale si rappresenta la sostanza senza passare dalla retorica della sostanza. Questa Deledda in carne ed ossa rifiuta il luogo comune di se stessa. “Quasi Grazia” è sostanzialmente un romanzo in forma di teatro». Per informazioni e biglietti si può consultare il sito internet del Cinema Teatro Faraggiana.
e.gr.