NOVARA – Giuseppe Cederna torna a Novara e lo fa sul palcoscenico del riaperto teatro Faraggiana, giovedì sera 8 febbraio, con lo spettacolo ”Mozart il sogno di un clown”. Lo fa sul palcoscenico dove nell’autunno del 1987 provò e poi debuttò a novembre in anteprima nazionale nelle vesti sempre di Mozart in “Amadeus” di Shaffer. Il nuovo spettacolo scritto dallo stesso Cederna con la regia di Ruggero Cara e Elisabeth Boeke ha le radici in quell’avventura novarese di più di trent’anni fa, come racconta lo stesso attore: «”Amadeus”, fu il mio primo spettacolo nel mondo del teatro “grande”. Venivo dall’esperienza del gruppo Anfeclown, un teatro diverso da quello delle grandi tournée dei nomi importanti. Ero orgoglioso della mia “diversità teatrale”, ero quasi un saltimbanco, in scena facevo salti pazzeschi, ero bravo ad improvvisare. Lavorare con Missiroli e Orsini mi ha fatto capire che un attore deve disciplinarsi, essere preciso. Quell’esperienza mi ha insegnato basi importanti del mestiere. L’ho capito dopo. Quella mia trasformazione ora è raccontata nel nuovo spettacolo dove partendo dalla mia storia che inizia con Mozart, diventerò Mozart raccontando quasi in parallelo due vite di artisti». 
Nell’autunno del 1987 sei stato a Novara per un po’ di tempo, ricordo quando venivi in bicicletta alla redazione del Corriere. Che memoria hai di quel periodo?
«Mi ricordo il debutto, l’ansia, la cena tra gli attori, un rito che per me che venivo dai teatrini non esisteva. Spesso mangiavamo con gli spettatori che ci ospitavano. A Novara mi ricordo un ristorante appena fuori città dove si mangiava benissimo, mi ricordo il riso nei campi e i risotti gustati. Novara fu per me la prima volta con il grande teatro. Avevo trent’anni non avevo ancora fatto film come “Marrakech Express”  e quello spettacolo mi fece conoscere. Novara rimane un bel periodo».
Massimo Delzoppo

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NOVARA – Giuseppe Cederna torna a Novara e lo fa sul palcoscenico del riaperto teatro Faraggiana, giovedì sera 8 febbraio, con lo spettacolo ”Mozart il sogno di un clown”. Lo fa sul palcoscenico dove nell’autunno del 1987 provò e poi debuttò a novembre in anteprima nazionale nelle vesti sempre di Mozart in “Amadeus” di Shaffer. Il nuovo spettacolo scritto dallo stesso Cederna con la regia di Ruggero Cara e Elisabeth Boeke ha le radici in quell’avventura novarese di più di trent’anni fa, come racconta lo stesso attore: «”Amadeus”, fu il mio primo spettacolo nel mondo del teatro “grande”. Venivo dall’esperienza del gruppo Anfeclown, un teatro diverso da quello delle grandi tournée dei nomi importanti. Ero orgoglioso della mia “diversità teatrale”, ero quasi un saltimbanco, in scena facevo salti pazzeschi, ero bravo ad improvvisare. Lavorare con Missiroli e Orsini mi ha fatto capire che un attore deve disciplinarsi, essere preciso. Quell’esperienza mi ha insegnato basi importanti del mestiere. L’ho capito dopo. Quella mia trasformazione ora è raccontata nel nuovo spettacolo dove partendo dalla mia storia che inizia con Mozart, diventerò Mozart raccontando quasi in parallelo due vite di artisti». 
Nell’autunno del 1987 sei stato a Novara per un po’ di tempo, ricordo quando venivi in bicicletta alla redazione del Corriere. Che memoria hai di quel periodo?
«Mi ricordo il debutto, l’ansia, la cena tra gli attori, un rito che per me che venivo dai teatrini non esisteva. Spesso mangiavamo con gli spettatori che ci ospitavano. A Novara mi ricordo un ristorante appena fuori città dove si mangiava benissimo, mi ricordo il riso nei campi e i risotti gustati. Novara fu per me la prima volta con il grande teatro. Avevo trent’anni non avevo ancora fatto film come “Marrakech Express”  e quello spettacolo mi fece conoscere. Novara rimane un bel periodo».
Massimo Delzoppo

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