Il Conservatorio premia Canino e Ballista. Ai due pianisti, che suonano insieme da 60 anni, la targa “Una vita per la musica”.

Il Conservatorio premia Canino e Ballista

Una intera vita dedicata alla musica e al pianoforte: il Conservatorio Cantelli di Novara ha premiato Bruno Canino e Antonio Ballista. Venerdì scorso la cerimonia durante l’inaugurazione dell’anno accademico. Nell’Auditorium “Fratelli Olivieri” il direttore dell’istituto musicale Roberto Politi, affiancato dalla vice Alessandra Aina e dalla presidente Anna Belfiore, ha consegnato la targa “Una vita per la Musica 2018” ai due celebri pianisti ancora in attività. Un duo affiatato, insieme alla tastiera da oltre 60 anni. «Il premio – ha detto Politi – è stato istituito tre anni fa per premiare chi ha consacrato tutta la sua vita alla musica. Una targa simbolica ma per noi importante: quest’anno la scelta premia due personalità musicali di fama mondiale come Canino e Ballista. Una grande emozione per tutti noi di fronte ai nostri maestri. Quale confronto tra la vostra generazione e i giovani muscisti?».

Inaugurato l’anno accademico

Da parte di Ballista un elogio alle nuove leve: «Lo sviluppo tecnico ha conosciuto una evoluzione impressionante. A 18 anni i ragazzi suonano Chopin senza la minima turbolenza e con il pieno dominio della tastiera. Io ero tramortito per una settimana! Oggi però c’è troppa uniformità, manca una varietà di visioni. Il livello tecnico è impressionante, ma non ci sono emozioni differenziate». Un sodalizio perfetto tra i due artisti: «Non abbiamo quasi mai litigato – ha aggiunto Canino che ha voluto scherzare sulla loro età -. Sommando gli anni dei componenti del Quartetto d’archi del Conservatorio che ha aperto la cerimonia non si arriva alla mia! Ricordo che ai nostri tempi gli allievi erano pochi. Oggi sono tanti e questa amplificazione ha portato vantaggi e svantaggi. Occorrono consapevolezza musicale e una preparazione che non deve essere sbalorditiva. Bisogna amare la musica e coltivarla al meglio. Ci sono più possibilità di esercitare onestamente il lavoro, ma anche la concorrenza è aumentata. Abbiamo in Italia magnifici pianisti che meritano di più. Forse la persistenza di noi matusalemmee non va bene. Grazie al cielo suonare è diventato un fatto più normale». Poi si sono seduti al piano e hanno deliziato i presenti offrendo alcuni pezzi di Ligeti «con cui abbiamo lavorato». Il miglior regalo per l’inizio di un nuovo anno accademico.
Eleonora Groppetti