Area Sanremo, alla finale da Novara e Stresa. Teos e Mattia e la band La Melissa in gara in questi giorni in Liguria.

Area Sanremo, alla finale da Novara e Stresa

Inizia oggi, giovedì 8 novembre, la finale di Area Sanremo Tim 2018, il concorso per giovani talenti che dà l’accesso alla partecipazione a Sanremo Giovani, nell’ambito del festival canoro più importante d’Italia. Sono in totale 225 i finalisti che hanno superato le precedenti tappe di selezione: 204 solisti, 13 band e 8 duo provenienti da tutte le regioni Italia e 4 anche dall’estero (Svizzera e Germania). La finale di Area Sanremo TIM 2018 si terrà fino a sabato 10 novembre al Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo: i concorrenti con i loro brani inediti saranno esaminati dalla giuria presieduta da Antonio Vandoni, direttore artistico e musicale di Radio Italia, e composta da Enzo Campagnoli, direttore d’orchestra, Sergio Cerruti, presidente dell’Afi, Monia Russo, cantante, Gianni Testa, produttore e vocal coach, Michele Torpedine, produttore, e Maurilio Giordana, DJ radiofonico nel ruolo di supplente. Durante la finale saranno selezionati 24 vincitori che andranno a Roma per sottoporsi al giudizio della commissione Rai, che ne sceglierà almeno sei che entreranno nel cast di Sanremo Giovani.

Teos e Mattia, un duo pop rap

Teos e Mattia
Teos e Mattia

I ragazzi che partecipano alle finali sanremesi hanno superato le selezioni di Area Sanremo Tour, che per il secondo anno consecutivo, ha registrato un notevole numero di iscritti: 2322 ragazzi, che in 123 tappe, ed attraverso 7 finali regionali/interregionali hanno portato in gara 860 canzoni inedite. Tra tutti questi partecipanti un duo, Teos e Mattia, e un gruppo, La Melissa, che sono riusciti ad approdare nella capitale della musica italiana, provengono dal nostro territorio. Teos e Mattia, al secolo Matteo Merlino e Mattia Cicale, sono di Novara e hanno entrambi 19 anni. Matteo si è diplomato al liceo linguistico mentre Mattia sta ancora studiando al liceo delle scienze umane. E’ proprio con lui che parliamo della partecipazione al concorso: “Entrambi cantiamo, io inoltre compongo le basi per le canzoni – ci spiega al telefono – Abbiamo affrontato le tre selezioni precedenti alle finali presentando l’inedito “Due respiri”, alla finale ne presenteremo anche un altro di cui però non posso svelare il titolo. Non pensavamo di arrivare fino a questo punto e ovviamente siamo molto contenti”. Che tipo di musica proponete? “Il nostro si può definire un pop rap, cioé canzoni molto parlate ma anche con ritornelli melodici con influenze anche da altri generi come la dance. Lavorare insieme per noi non è sempre facile, abbiamo spesso divergenze ad esempio sui contenuti, io sono più concreto mentre Matteo preferisce parlare dei sentimenti. Però proprio il fatto che le nostre canzoni sono il risultato di due scritture diverse, le arricchisce ulteriormente”.

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Da Stresa la band La Melissa

La Melissa, nella foto di copertina, è invece una band di Stresa ed è composta da Luca Ferrari (tastiere), Davide Varalli (chitarra) entrambi di 31 anni e da Matteo Bellosta (piano e voce) di 27. “Questo nome ci è venuto in mente dopo un sogno che ha fatto Davide – ci ha detto Luca – Si può riferire sia a un nome di donna sia alla melissa che si usa per fare gli infusi e che ha un effetto rilassante. Un po’ come la nostra musica, un elettro pop minimal, con testi semplici che parlano di situazioni di vita quotidiana e che raccontano con le immagini. Ci ispiriamo a cantanti come Franco Battiato, Max Gazzé ma anche Cesare Cremonini. E’ il primo concorso al quale partecipiamo, siamo molto felici di essere arrivati fino a qui. Abbiamo presentato il singolo “Strano vivere”, uno dei frutti del lungo lavoro in studio che stiamo portando avanti da quando abbiamo creato la band nel 2012. Abbiamo anche realizzato un album di 11 pezzi che non abbiamo ancora pubblicato e fatto diversi live”. Due dei loro singoli si possono però ascoltare dalla pagina Facebook “La Melissa Official”. “Comunque vada questa finale, Area Sanremo è stata un’esperienza costruttiva che ci ha insegnato molto – conclude Luca – E questo anche grazie ai seminari con i professionisti ai quali abbiamo avuto la possibilità di partecipare”. E allora non resta che augurare a tutti un grosso in bocca al lupo.

Valentina Sarmenghi