Ricetta del vin brulé: un «must» di tutto il Nord Italia in queste serate di freddo inverno, soprattutto tradizionalmente gradito all’uscita dalla Messa di mezzanotte. Preparare questa bevanda corroborante non è difficile: scegliere un vino rosso di buona qualità; farlo cuocere a fiamma alta fino ad ebollizione; a questo punto l’etanolo evapora e (per chi se la sente) c’è la possibilità di incendiarne i vapori per esaurirli del tutto; quindi spegnere il fuoco e solo dopo averlo spento mettere nel vino i chiodi di garofano, pezzetti di mela, cannella (poca) e uno spruzzo di succo d’arancia.

Ricetta del vin brulé e le varianti

Ciascuno ha poi la sua versione: c’è chi aggiunge anche scorze di limone, fette di mandarino, altre essenze come l’anice… Diciamo però che la versione non troppo elaborata prevede chiodi di garofano, spruzzo d’arancia, mela a pezzi e poca cannella. Servire ben caldo.

Attenzione alla gradazione alcolica

La gradazione alcolica non è zero, ma circa 7 o 8 gradi a seconda sia del vino usato sia dell’ebollizione (fiamma più alta vuol dire evaporare più alcool). Per gli astemi o per chi non può assumere alcool, c’è anche una ricetta per così dire alternativa a base di succo di mela: seguire le stesse direttive della ricetta tradizionale, ne uscirà una specie di… «sangria leggerissima» in grado comunque di riscaldare stomaco e spirito.