Tragedia di Ancona, minuto di silenzio nei locali piemontesi. Lo Vecchio, presidente Silb Novara-Vco: «Necessario un protocollo per la sicurezza».

Tragedia di Ancona, nei locali piemontesi stop alla musica per un minuto di silenzio

La musica si ferma e nella discoteca scende un silenzio surreale. Tutti immobili per un lungo minuto. Così con un gesto simbolico, ma carico di significati anche il nostro territorio ha voluto dare il proprio segno perché tragedie simili a quelle verificatesi nei pressi di Ancona, dove in un locale sono morte sei persone, cinque ragazzi tra i 14 e i 16 anni e una mamma di 39 anni, non si debbano mai più ripetere. Venerdì sera migliaia di ragazzini nella discoteca “Lanterna azzurra” di Corinaldo, in località Madonna del Piano, stavano aspettando l’inizio del concerto del trapper Sfera Ebbasta, quando qualcuno avrebbe spruzzato una sostanza urticante scatenando il panico. I ragazzi hanno iniziato ad accalcarsi verso l’uscita ma una volta fuori la balaustra di ferro ha ceduto, i ragazzi sono caduti e sei persone sono state schiacciate e uccise dalla calca.

«Necessario firmare un protocollo per garantire la sicurezza alla clientela»

Sarà la magistratura a stabilire le responsabilità, anche in virtù della capienza del locale e dell’effettiva presenza dei giovani. “In una simile circostanza le parole sono inutili – spiega in una nota la proprietà delle discoteche Celebrità e Ryan’s – Ci stringiamo alle famiglie delle vittime colpite da questo enorme dramma e, come concordato con il presidente nazionale Maurizio Pasca, abbiamo deciso che nella notte tra sabato 8 e domenica 9 dicembre alle 2 in punto, nel cuore della serata, in tutti i locali della nostra regione si fermi la musica per un minuto di silenzio.”
Un fatto che mette ancor più in risalto l’aspetto della sicurezza dentro e fuori i locali soprattutto negli orari notturni. “Nei giorni scorsi – afferma Maurizio Lo Vecchio, presidente Silb Novara-Vco (sindacato locali da ballo) – ho avuto modo di incontrarmi con i responsabili della Questura. E’ stata ribadita la nostra piena collaborazione con le Forze dell’Ordine e la necessità di firmare un protocollo che in modo chiaro e puntuale evidenzi quali sono da considerare locali e quali no, le responsabilità, diritti e doveri di chi frequenta una discoteca e di chi ha invece il compito di garantire la sicurezza alla clientela”.
Clarissa Brusati