Incidenti stradali, 24 morti nel Novarese nel 2017. Tra le cause principali la distrazione alla guida e il mancato rispetto dei segnali.

Incidenti stradali, 24 morti nel Novarese nel 2017

Sono stati 980 gli incidenti stradali con 1351 feriti e 24 morti nel Novarese nel 2017. Per commentare numeri e percentuali abbiamo sentito il direttore dell’Automobile Club Novara Paolo Pinto.
Qual è la fascia d’età più colpita? «Le prime vittime hanno un’età compresa tra i 30 ed i 54 anni. La fascia d’età più a rischio risulta essere quella 30-54 anni: 568 feriti, di cui 445 conducenti, 87 passeggeri e 36 pedoni. Le più giovani vittime fanno notizia perché più evidente è il danno sociale, le più anziane perché si vorrebbe limitarne l’autonomia, in considerazione della maggiore lentezza che ne caratterizza lo stile di guida. I dati novaresi dimostrano che la fascia di popolazione più matura è anche quella più colpita dagli effetti degli incidenti stradali».
Quali sono le zone più a rischio? «La maggior parte degli incidenti avviene sulle strade urbane: 487 incidenti, 6 morti e 588 feriti; tuttavia gli incidenti con il più alto tasso di mortalità si registrano fuori dai centri abitati».

I periodi dell’anno più a rischio

Quindi gli incidenti più frequenti accadono sulle strade più lente, come è possibile? «È l’effetto della concentrazione del traffico nelle aree urbanizzate. La cartina tornasole è la statistica riferita agli incidenti mortali, più probabili su strade extra urbane in cui i conducenti tendono a raggiungere velocità più elevate».
I periodi dell’anno più a rischio? «Giugno è il mese più pericoloso con 102 incidenti, segue il mese di ottobre con 97 incidenti. gennaio e febbraio sono i mesi con il minor numero di incidenti (108 sommando quelli dei due mesi). Non c’è stagione ne condizione meteorologica che permetta di abbattere il livello di attenzione: in 777 incidenti su 980, avvenuti in tutti i mesi dell’anno, venivano annotate condizioni di cielo sereno, le stesse in cui si trovavano 19 delle 24 persone decedute».

Le cause principali

Le cause principali quali sono? «Prime cause: mancato rispetto dei segnali, guida distratta e distanza di sicurezza. Mancato rispetto dei segnali (264), guida distratta (179) e distanza di sicurezza (170) sono le prime tre cause di incidente. Tra le altre più rilevanti: velocità elevata (150)». Pinto fa inoltre rilevare che la principale causa di incidente c’entra con la segnaletica.
«Decenni di formazione alla guida e di selezione dei conducenti basata sulla conoscenza dei segnali, compresi i più semplici semafori, non servono a nulla se passa il concetto si può passare col rosso quando non c’è nessuno che passa (e nessuna telecamera a controllare). Ecco la necessità di trasmettere in modo efficace i motivi fondamentali per cui i segnali vanno rispettati tutti e sempre».

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Guida distratta

Automobilisti nel mirino per le alte velocità? «Non parliamo soltanto di guida dei veicoli a motore, ma anche degli utenti deboli della strada, quelli più esposti, primi fra tutti i pedoni, ma anche i ciclisti e persino i motociclisti. È significativo il dato dei 3 pedoni morti per i quali viene annotata la corresponsabilità: quante volte vediamo pedoni che attraversano improvvisamente, ciclisti che sbucano all’improvviso a tutta velocità, motociclisti che fanno lo slalom tra le autovetture? Sono le categorie più indifese e meritano molto più rispetto, ma il codice della strada è uguale per tutti e devono rispettarlo anche loro».
In conclusione quali consigli può dare? «I numeri dell’incidentalità stradale nella Provincia di Novara impongono una riflessione sulle cause, imputabili principalmente al mancato rispetto dei segnali ed alla guida distratta, e sulle possibili soluzioni adottabili. Gli incidenti stradali si possono evitare soprattutto con una mirata attività di prevenzione dei fenomeni di distrazione al volante e con una costante attività di sensibilizzazione degli utenti della strada. Essere prudenti e concentrati mentre si guida è un dovere verso se stessi e verso gli altri. Non bisogna mai abbassare la guardia».
m.d.