Ironico l’uomo: «Se lo Stato funzionasse come la Questura di Novara non si avrebbero più problemi di inefficienza in Italia»

Nel pomeriggio di lunedì 11 marzo, gli Agenti della Squadra Volante della Questura sono intervenuti nei pressi di un noto centro acquisti di Novara fermando un uomo, che fingendosi addetto della “Dhl”, con tanto di pettorina di riconoscimento, si apprestava a vendere alcuni orologi ad un passante. Effettuati gli accertamenti del caso, i poliziotti apprendevano che il “venditore” in realtà si spacciava per dipendente della nota ditta di trasporti al solo fine di essere più credibile agli occhi degli acquirenti. L’uomo, trentottenne napoletano residente a Milano, con vari precedenti penali per truffa, veniva denunciato per il reato di sostituzione di persona, multato con sanzione amministrativa per la vendita senza licenza, grazie anche al contributo degli operatori della Polizia Locale, e da ultimo veniva sottoposto alla misura di prevenzione del divieto di ritorno nel Comune di Novara. Durante gli accertamenti, l’uomo, con fare ironico, si complimentava con gli Agenti per la solerzia e per lo zelo del loro intervento, affermando che «se lo Stato funzionasse come la Questura di Novara non si avrebbero più problemi di inefficienza in Italia».

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Adottato il provvedimento di divieto di ritorno

La questura di Novara precisa inoltre “che il provvedimento del divieto di ritorno è una misura di prevenzione molto efficace che viene adottata dal Questore nei confronti di soggetti dediti ad attività illecite, delittuose o comunque socialmente pericolose, che non hanno fondato motivo di permanenza in un determinato comune e i quali pertanto, vengono allontanati con effetto immediato da quel territorio per un periodo medio di tre anni”.

m.d.