Coltellate in piazza a Cerano, condanna per i due uomini che si erano fronteggiati prima con calci e pugni e poi con armi da taglio. Uno dei contendenti della lite è attualmente irreperibile.

Coltellate in piazza a Cerano, condanna per due

L’episodio, una violenta lite, si era verificata nella centralissima piazza Crespi a Cerano, nella serata del 22 maggio 2015. Un alterco che aveva visto fronteggiarsi due uomini, un italiano di 42 anni, Carmelo Alferi, e un cittadino di origine marocchina di 37 anni, Hassan Karim. Il tutto di fronte a un bar.

In Tribunale a Novara

Una vicenda che ha portato entrambi sul banco degli imputati in Tribunale a Novara e che venerdì scorso ha visto la condanna per tutti e due. Alferi, assistito dall’avvocato Attilio Molinengo del Foro di Torino, è stato condannato a due anni e un mese (per lui la contestazione iniziale era di tentato omicidio, derubricata poi in lesioni aggravate, come richiesto dallo stesso pubblico ministero alla penultima udienza). Karim, invece, attualmente irreperibile e che nella lite ebbe la peggio, finendo in ospedale con ferite al torace e al fianco, ha rimediato una condanna a due anni per lesioni. L’uomo era tanto vittima nel corso del processo, quanto anche imputato, per le lesioni cagionate al rivale. Ad assisterlo, l’avvocato Maria Raciti del Foro di Novara.  Tutti e due hanno avuto anche 6 mesi di arresto e 1000 euro di multa per il reato di porto abusivo di arma da taglio. Il pubblico ministero aveva chiesto cinque anni e cinque mesi per l’italiano e due anni e tre mesi per il marocchino.

Cosa è successo quella sera

Quella sera, a quanto ricostruito dai Carabinieri e anche dalle testimonianze di alcuni giovani presenti e del medico legale che visitò Karim, due soggetti si erano fronteggiati, inizialmente a pugni e a calci, poi invece a coltellate. Stando alla ricostruzione di allora, i due pare abbiano iniziato a litigare in un primo momento nei dintorni del bar, con insulti e spintoni. I clienti erano anche riusciti a calmarli. Tutto infatti era sembrato finire lì. Poco dopo, invece, il marocchino pare abbia inseguito l’italiano, che si stava dirigendo all’auto per tornare a casa. I due avevano così ripreso a picchiarsi e a spingersi e a buttarsi in terra.

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Il marocchino ferito al petto e al fianco

A un certo punto sarebbe spuntato un primo coltello, da parte del 37enne, che pare si sia lanciato contro l’italiano con l’arma in mano. Quest’ultimo, di tutta risposta, pur riportando la frattura del naso, avrebbe reagito, estraendo a quanto pare anche lui un coltello. Contrariamente al suo contendente, che non l’aveva raggiunto e colpito in nessuna parte del corpo, lui era andato a segno e aveva ferito il marocchino al petto e al fianco. Era poi salito in auto, allontanandosi dalla zona della violenta lite. Sul posto erano quindi intervenuti il 118 e i Carabinieri di Trecate, che avevano trovato solo il ferito più grave, ossia Karim, mentre i testimoni avevano riferito ai militari che l’altro contendente si era allontanato a bordo di un’auto grigia.

Provocazione razziale

L’uomo, come ha riferito in aula in passato, ha detto di essersi allontanato dalla piazza perché non stava bene e non per qualche altro motivo. I difensori avevano chiesto entrambi l’assoluzione per i propri assistiti, l’avvocato Molinengo parlando di legittima difesa da parte di Alferi. L’avvocato Raciti, invece, parlando di una provocazione di tipo razziale da parte dell’italiano nei confronti di Karim.

mo.c.