Verbano Cusio Ossola, sì al referendum sul passaggio alla Lombardia. Ora la palla passa a Presidenza della Repubblica e Ministero degli Interni.

Verbano Cusio Ossola, sì al referendum pro Lombardia

La Cassazione dice sì al referendum sul passaggio alla Lombardia del Verbano Cusio Ossola. La notizia della riconosciuta legittimità alla consultazione è arrivata giovedì 12 da Roma. Ora la palla passa alla Presidenza della Repubblica e al Ministero degli Interni. Quirinale e Viminale hanno 3 mesi di tempo per indirlo. Quindi gli elettori potrebbero essere chiamati alle urne all’inizio del 2019. Il quesito è il seguente: “Volete che il territorio del Verbano Cusio Ossola sia separato dalla Regione Piemonte per entrare a far parte integralmente della Regione Lombardia?”.

Resta da sciogliere il nodo dei soldi richiesti per la consultazione

A firmare l’ordinanza che ne sancisce la legittimità è stato Aurelio Capabianca, presidente dell’Ufficio centrale per il referendum, l’organismo che ha esaminato il dossier consegnato in Cassazione dal presidente del comitato “Diamoci un taglio”, l’ex-senatore Valter Zanetta; dal vicepresidente, e consigliere di “La Provincia per il territorio”, Luigi Spadone, e dal senatore Enrico Montani, nelle scorse settimane. Spadone era stato delegato alla consegna dal consiglio provinciale, al momento del voto di ratifica. Un atto dovuto visto che la raccolta firme aveva superato la soglia delle 5mila valide per l’accoglimento della richiesta, stabilita dallo statuto dell’ente. Resta da sciogliere il nodo dei soldi richiesti per la consultazione, 400 mila euro circa, che la Provincia da anni in predissesto non ha.

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Valore consultivo

Il referendum avrà, comunque, un valore consultivo. Una vittoria dei sì non comporterebbe l’avvio dei meccanismi per il passaggio di Regione. Ma, visto che l’anno prossimo si vota per le amministrative, costituirebbe un segnala politico di grande rilevanza. Da Torino, sempre giovedì, è arrivato il commento del vicegovernatore Aldo Reschigna: «Anche dopo la decisione assunta dalla Cassazione, che era nelle previsioni, la Regione Piemonte conferma il suo impegno nei confronti del Vco. Un impegno importante: dalla definizione per legge di Provincia montana alle nuove attribuzioni di risorse, triplicate con le competenze, fino all’impegno per il nuovo ospedale unico e alle realizzazioni in ambito culturale, turistico e nell’ammodernamento delle strutture viarie. Siamo disponibili a incontrare i rappresentanti istituzionali del Vco per discutere ancora del nostro contributo per lo sviluppo di quel territorio. Restiamo convinti che il passaggio alla Lombardia sarebbe una scelta sbagliata, non darebbe una prospettiva nuova di sviluppo alla Provincia».
m.r.