Vco in Lombardia, continua la campagna per il sì al referendum del 21 ottobre. “Affare fiscale”, «le stesse prerogative oggi accordate alla provincia di Sondrio».

Vco in Lombardia, continua la campagna per il sì al referendum

Ha fatto tappa a Verbania, la sera di lunedì 17 a “Il Chiostro”, la campagna per il sì al referendum sul passaggio del Vco in Lombardia del 21 ottobre. In caso di quorum (72mila partecipanti al voto, 64mila sì), sarebbe un affare per il Vco dal punto di vista fiscale. Il governatore Fontana riconoscerebbe al Verbano Cusio Ossola, ha detto il dirigente della Regione Lombardia Franco Palomba invitato come esperto dal comitato “Diamoci un taglio”, «le stesse prerogative oggi accordate alla provincia di Sondrio». Palomba è la persona che gestisce i rapporti tra quella provincia e il governo lombardo. Era stato invitato a parlare di “La fiscalità di Sondrio e della Lombardia: raffronti con il Piemonte”. Milano, ha assicurato, concederebbe per intero i sospirati 4 milioni di canoni idrici, che Torino concede solo per la quota parte di 1 milione l’anno fino al 2020. I contribuenti, inoltre, pagherebbero «un’addizionale Irpef più leggera perché il nostro bilancio è migliore».

La partita dell’ospedale di Ornavasso

Si riaprirebbe forse anche la partita dell’ospedale unico provinciale di Ornavasso visto che, rispondendo a una domanda del pubblico sull’assetto ospedaliero di Sondrio, Palomba ha informato i presenti che «i 4 ospedali della provincia attualmente non sono in predicato di chiudere». Un Vco lombardo potrebbe legiferare. «Sondrio – ha spiegato Palomba – può partecipare all’attività legislativa regionale su argomenti che interessano il suo territorio. Grazie alle deleghe acquisite con il riconoscimento della specificità montana, siamo riusciti a negoziare la gestione del parco dello Stelvio con le province autonome di Trento e Bolzano».

Leggi anche:  Tre giovani denunciati per danneggiamento aggravato

Lo scoglio del quorum

Tutti argomenti che hanno entusiasmato il presidente di “Diamoci un taglio”, Valter Zanetta, il senatore Enrico Montani che continua a sostenere l’iniziativa anche se la Lega sull’argomento non s’è espressa, l’ex-deputato ed ex-sindaco di Verbania Marco Zacchera. Interesse hanno manifestato amministratori come Giandomenico Albertella, sindaco di Cannobio e consigliere provinciale; presidenti di associazioni di categoria come Gianmaria Vincenzi (Federalberghi). Chiudendo l’incontro, Zanetta ha auspicato la costituzione «di un comitato per il no così il confronto sarà più vero e i cittadini potranno rendersi conto». Più che l’esito – i promotori s’attendono una larga maggioranza pro Lombardia – lo scoglio contro il quale rischia d’infrangersi la secessione dal Piemonte rimane il quorum. E’ questa la battaglia che il comitato sa di dover vincere.
Mauro Rampinini