Twin towers, il reperto è al suo posto allo Spazio Gajà di Galliate. Ma per l’inaugurazione occorrerà aspettare ancora un po’.

Twin towers, il reperto è al suo posto

Non sarà inaugurato l’11 settembre, come l’Amministrazione aveva inizialmente sperato, ma presto Galliate avrà il suo memoriale dell’attentato alle Torri Gemelle. Dopo essere stato chiuso per molti anni nei magazzini comunali, il reperto delle Twin Towers, arrivato direttamente da New York il 22 dicembre del 2011, ha finalmente trovato collocazione a Spazio Gajà, secondo l’idea originaria. «La putrella è già stata sistemata – dice il sindaco Davide Ferrari – con un basamento in marmo, così come deciso in seconda istanza».
Inizialmente, come si ricorderà, il monumento avrebbe dovuto avere anche una fontana tutt’intorno. A realizzare il progetto sarebbe dovuta essere la CRB, la società che si era occupata della costruzione dell’intero isolato di Spazio Gajà. Ma l’opera, a causa delle difficoltà della ditta, è rimasta a lungo un’incompiuta.

Ancora tutto bloccato allo Spazio Gajà

«Ora finalmente mettiamo la parola fine a questa vicenda», prosegue il sindaco. Per l’inaugurazione, però, ci sarà da attendere ancora un po’. «Vorremmo fare le cose in grande stile, coinvolgendo anche il consolato americano – annuncia Ferrari – Stiamo mettendo a punto il tutto per avere una cerimonia da ricordare». Se la vicenda della putrella è arrivata dunque a conclusione, non altrettanto si può dire per il “contorno”, ossia per tutto il resto di Spazio Gajà. Il trasferimento dei servizi Asl – già deciso e progettato concordemente da Azienda sanitaria locale e Comune – è infatti ancora fermo al palo.

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«La soluzione è indipendente dalla nostra volontà»

«Purtroppo questa matassa sembra davvero non volersi sbrogliare – dice il sindaco – E la soluzione è indipendente dalla nostra volontà». Il problema è quello «dell’ipoteca volontaria che l’impresario ha messo sull’area, dopo che era già stata firmata la convenzione tra Comune e Asl. Per il momento, dunque, è impossibile fare il rogito e dunque dare avvio ai lavori. Stiamo cercando di capire, con la banca, come si possa uscirne, anche perché l’Asl ha tutto l’interesse ad trasferirsi entro il 2019 dall’attuale sede di via Varzi, che non è più giudicata a norma e per la quale servirebbe davvero un investimento troppo ingente. Noi stiamo facendo il possibile, ma non sono certo che riusciremo a consegnare il bene per quella data. Altrimenti l’Asl dovrà chiedere una proroga».

Anche la galleria non può partire

E non solo il progetto dell’Asl è bloccato. «Anche la galleria non può partire, è tutto “blindato” finché non si risolve questa questione dell’ipoteca. Nel frattempo, abbiamo fatto quello che potevamo: incrementato i controlli da parte dei Vigili, realizzato l’area sgambamento per i cani, la casetta dell’acqua. Ora stiamo valutando di collocare una seconda macchina “mangiaplastica” proprio in quell’area… Il resto non dipende dall’Amministrazione. A questo punto posso solo augurarmi di riuscire a sbloccare il rogito entro fine mandato».
Laura Cavalli