Teatro Coccia, sui conti è ancora scontro. Animata seduta della commissione comunale, per una situazione «preoccupante».

Teatro Coccia, sui conti è ancora scontro

Non sembra trovare pace il teatro Coccia dopo tutte le polemiche degli ultimi mesi. Ieri pomeriggio, mercoledì, si è infatti svolta una seduta alquanto “burrascosa” della  terza commissione consiliare, convocata su richiesta del gruppo di minoranza del Partito Democratico. Partiamo dalla fine con le parole dell’assessore  alla cultura Emilio Iodice rivolte alla presidente della Fondazione Coccia, Carmen Manfredda: «Apprendo per la prima volta, oggi da lei, che la Fondazione ha un deficit di 300mila euro. Stante l’attuale statuto, come pensa di agire?». Sui conti economici della Fondazione, che sono preoccupanti per tutti, si è svolto gran parte della discussione che ha segnato, se mai si poteva dubitarne, il contrasto ormai insanabile tra amministrazione comunale e la presidente Manfredda nominata dalla stessa. La presidente Manfredda, alla richiesta dei commissari  di conoscere i bilanci della Fondazione, ha prima ribadito che la relazione è semestrale «e che non sono ancora passati i sei mesi dalla precedente relazione. Appena il consiglio d’amministrazione approverà il bilancio, sarà mia premura venire a relazionare con tutte le informazioni e le cifre», aggiungendo però che la convocazione «non parlava di relazione del bilancio ma solo genericamente di commissione sulla Fondazione Coccia».

Deficit di 300mila euro

In merito a questo aspetto, la presidente della commissione Erika Nieddu si è scusata per non aver fatto scrivere nella convocazione la motivazione specifica. I commissari di maggioranza hanno più volte ribadito di non avere mai ricevuto nessuna documentazione sullo stato economico della fondazione negli ultimi due anni, ma la presidente Manfredda ha ribadito che, tramite pec, al Comune è stata inviata via e-mail. La commissaria di minoranza Sara Paladini ha incalzato, prima la presidente Manfredda e poi la nuova direttrice Corinne Baroni, portando all’attenzione una serie di documenti, acquisiti attraverso l’accesso agli atti. Tra i momenti più delicati dell’intervento, la domanda rivolta alla direttrice, se fossero stati modificati i programmi approvati dal Ministero per i finanziamenti, non tanto come cancellazione di spettacoli ma come aggiunta, con relativo aumento dei costi. La direttrice ha risposto solo di aver dovuto cancellare un balletto per cercare di risparmiare. Sulla diminuzione degli introiti hanno però concordato sia la presidente, sia la direttrice.

Ceduti i crediti esigibili

Quest’ultima ha anticipato alcune linee d’azione: «Ho ceduto i crediti esigibili, sto cercando  di ricostituire i rapporti con il territorio e recuperare gli sponsor che si sono allontanati, e sto portando avanti un’intesa con il teatro Regio di Torino per coproduzioni che consentano di abbattere i costi». Sulla fuga degli sponsor  e sulla vicenda degli art bonus anche il consigliere Arduino Pasquini aveva incalzato la presidente Manfredda. Ad inizio seduta Carmen Manfredda aveva evidenziato come il nuovo statuto della Fondazione non fosse valido, perché l’approvazione spettava al consiglio d’amministrazione della Fondazione e non al consiglio comunale. Il dirigente comunale Davide Zanino ha però ribadito la regolarità dell’approvazione e che a breve lo Statuto  entrerà in vigore.
m.d.