Pasticceria Trovati, ha chiuso lo storico negozio di Novara. Come per altre realtà finisce un pezzo di storia del quartiere S. Cuore e della città.

Pasticceria Trovati, ha chiuso lo storico negozio di Novara

Salvare i negozi per salvare le città, aveva detto giovedì 28 giugno Maurizio Grifoni presidente di Confcommercio Novara nell’ambito del convegno “Dialoghi sul futuro”. Sabato 30 giugno alle 19, come annunciato dalla proprietaria in una lettera ai clienti esposta in vetrina, ha abbassato per l’ultima volta la saracinesca della Pasticceria Trovati in viale Roma. Si è chiuso un pezzo di storia cittadina, come testimoniano i racconti di alcuni clienti, che sabato sono passati a salutare per l’ultima volta in negozio Giuseppina Bodo, la titolare.

«Grazie per aver fatto parte della mia vita con i suoi dolci»

Gente che ha iniziato da bambina a frequentare la pasticceria e che ha poi portato i propri figli. Tra le varie testimonianze ne citiamo una: «Grazie per aver fatto parte della mia vita con i suoi dolci». Una storia iniziata nel 1961, come racconta, visibilmente commossa, Giuseppina, detta “Pucci”, anzi la zia Pucci come la chiamano tanti piccoli clienti. «La pasticceria è stata fondata 57 anni fa dal signor Trovati. Io avevo 9 anni e abitavo qui dietro, con la mia famiglia. Sono subentrata nel 1974 assieme a mio marito Ottavio Rotino. Dopo la sua scomparsa ho continuato per sette anni e ora è arrivato il momento di chiudere».

Un lavoro impegnativo

Perché non cedere l’attività? «Questo è un lavoro che impone determinati orari, nelle festività si è impegnati. Molti giovani che si sono informati sull’attività hanno considerato un ostacolo questi vincoli. Devo dire che paradossalmente per un certo verso preferisco chiudere. Sapere che, come è successo ad altri colleghi, vi sia in futuro un abbassamento della qualità e dopo qualche anno una chiusura definitiva, allora preferisco decidere io la serrata definitiva».

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La clientela è molto cambiata

In tutti questi anni come è cambiata la clientela? «È cambiata notevolmente. La domenica c’era la coda, le famiglie venivano a prendere le paste per il pranzo, dove partecipavano genitori, figli, nonni, nipoti. Oggi vengono poche famiglie, perché non c’è più il nucleo tradizionale. Resistono le festività come Natale, Pasqua, San Gaudenzio. Un tempo le signore si trovavano per il tè, con i pasticcini, usanza andata perduta».

«I ricordi più preziosi e belli sono quelli che conservo nella mente e nel cuore»

Fra i molti ricordi c’è ne qualcuno in particolare su tutti?
«In questi giorni mettendo ordine in negozio ho buttato via le varie coppe vinte in tati anni di attività. Non volevo portarle a casa, ho tenuto gli attestati, ma ho un appartamento pieno di oggetti che testimoniano attimi particolari di questi anni. I ricordi più preziosi e belli sono quelli che conservo nella mente e nel cuore, i volti, le parole delle persone che sono entrate in pasticceria nei decenni, i momenti esclusivi della loro vita che si è intrecciata con la mia. Non potrò mai scordarli».
Massimo Delzoppo