Paolo Borrometi cittadino onorario di Romentino. Venerdì pomeriggio, nel salone del Centro culturale “Pio Occhetta”, gremito di autorità e cittadini, in prima fila assessori e consiglieri comunali, il sindaco Alessio Biondo ha conferito la cittadinanza onoraria al giornalista siciliano che vive da anni sotto scorta a causa delle aggressioni subite e delle continue minacce di morte.

Paolo Borrometi “in difesa dei valori di legalità, giustizia e libertà”

“Per il coraggio e l’impegno civile profusi alla ricerca della verità nella lotta contro le mafie, svolge il lavoro di giornalista con dedizione ed instancabile tenacia, mettendo a rischio la propria vita in difesa dei valori di legalità, giustizia e libertà”. Le parole scolpite nella pergamena suggellano la volontà dell’Amministrazione comunale di Romentino: «Il nostro – ha detto il primo cittadino – vuole essere un grande abbraccio a te e agli uomini della scorta sempre al tuo fianco, il segno della nostra vicinanza. Non sei solo nel tuo lavoro, sappi che hai amici anche a Romentino». Direttore della testata giornalistica di inchiesta www.laspia.it e presidente di Articolo 21, Borrometi, 36 anni, nei suoi articoli ha denunciato gli intrecci malavitosi tra mafie, politica e imprenditoria, rischiando la vita ogni giorno. Grazie alle intercettazioni l’anno scorso è stato sventato un attentato pianificato con un’autobomba.

«La paura mi accompagna ogni giorno, ma non mi sento un eroe»

Grande umiltà e straordinaria fierezza nelle sue parole: «Grazie di cuore alla comunità romentinese – ha detto Borrometi -. La paura mi accompagna ogni giorno, ma non mi sento un eroe e non voglio parlare di coraggio. Faccio semplicemente il mio lavoro, il mio dovere, come tante colleghe e tanti colleghi: sono un giornalista che cerca di raccontare il territorio, di raccontare un Paese che è meraviglioso e straordinario, fatto di persone per bene. Le mafie sono anche al nord, non solo nella mia terra. Sono transnazionali. Grazie a te sindaco che da oggi sei anche il mio. La casa comunale è la più alta istituzione, la più vicina ai cittadini e quella su cui scarichiamo le maggiori responsabilità. La prima che critichiamo. Grazie per la vicinanza che mi state dimostrando: la fratellanza è un valore straordinario».

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Paolo Borrometi, il libro

Durante la crimonia si è parlato anche dell’ultimo libro di Borrometi appena uscito, “Un morto ogni tanto”, edito da Solferino. Borrometi ha spiegato: «Ciò che ci condanna è l’indifferenza dalla gente che gira la testa dall’altra parte. Ma questo non è un fenomeno che riguarda pochi: chiama in causa tutti i cittadini. La disattenzione è la scelta più grave. Nel libro faccio nomi e cognomi di politici e imprenditori che hanno fatto il patto col diavolo. Rivendico due diritti: a fare il mio dovere e ad avere paura».
Eleonora Groppetti