Nave della Legalità, presenti anche gli alunni dell’Istituto Verjus di Oleggio. Presenti con «conoscenza, rispetto e consapevolezza» come ha sottolineato la dirigente scolastica Daniela Rossi.

Nave della Legalità, presenti anche gli alunni dell’Istituto Verjus di Oleggio

Di ritorno da Palermo e dalla Nave della legalità con il cuore ricco di emozioni, la testa consapevole e gli occhi di chi ha incontrato e parlato con chi vive la mafia da vicino e la combatte ogni giorno. I ragazzi della 2B e 2C dell’IC Verjus di Oleggio sono partiti il 22 maggio da Civitavecchia sulla Nave della legalità insieme ad altri mille studenti di ogni fascia di età. Con Gaia Baruffaldi, Laura Crola, Francesca Schirò e Lorenzo Brusatori anche la dirigente scolastica Daniela Rossi e la loro insegnante Giuseppina Cuda. Gli oleggesi hanno portato le loro voci nel coro di chi dice “Basta alla mafia”. Lo hanno fatto con striscioni e intonando, insieme agli altri ragazzi, l’inno di Italia.

Conoscenza, rispetto e consapevolezza

Lo hanno fatto quando stanchi del viaggio, si sono alzati in piedi in un silenzio solenne quando hanno sentito i nomi delle vittime della mafia. E lo hanno fatto con coscienza: «Conoscenza, rispetto e consapevolezza – il commento della dirigente – questo ho visto nei ragazzi in questi giorni di viaggio. E’ stata una conferma per me, questa è la speranza per il futuro. I ragazzi durante il viaggio c’erano e ci sono. Emozionante sentirli intonare gli inni, sentirli parlare di Falcone e Borsellino, di Mattarella e delle istituzioni con grande rispetto. Lo stesso rispetto che hanno per la nostra Terra». Ragazzi coinvolti, «colpiti soprattutto dal corteo – riporta la loro insegnante – perché pensare a tante persone insieme con lo stesso intento fa riflettere e sperare». Sulla nave i ragazzi hanno avuto modo di sentire la vicinanza delle istituzioni ascoltando le parole del presidente Sergio Mattarella, della Fedeli e di chi ha combattuto e combatte la mafia come hanno fatto Falcone e Borsellino.

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Incontri significativi a Palermo

L’importanza della legalità, la necessità di fare il proprio dovere: questi i messaggi portati ai giovani. E poi le immagini di Falcone e Borsellino e degli agenti della scorta hanno fatto da sfondo al viaggio in traghetto. “Ci siamo trasferiti a Palermo e qui abbiamo avuto modo di fare incontri toccanti – racconta Cuda – Una delle ragazze ha avuto modo di incontrare Claudia Loi, un sogno perché proprio lei si è avvicinata tanto alla storia di Emanuela Loi, parlare con la sorella è stato emozionante. Poi la vicinanza in corteo con Gabriella Domino, mamma di Claudio, che manifestava con uno striscione con i volti dei bambini vittime di mafia. E’ stato bellissimo vedere quasi 10mila persone marciare con lo stesso intento”. E proprio durante il corteo la scuola Verjus ha lasciato il proprio simbolo all’albero di Falcone dove i ragazzi hanno appeso un cappellino. Un’esperienza che lascia traccia, lascia il segno e che si speri possa generare nei ragazzi la voglia di combattere e non lasciare passare nel silenzio i segni della mafia.
s.b.