L’ex-ministro dell’Interno Marco Minniti ospite sabato 15 a Verbania tra i militanti di base del Pd riuniti nel foyer de “Il Maggiore”. La sconfitta del 4 marzo si supera «rispondendo alla rabbia e alla paura sulle quali hanno costruito la loro vittoria quelli che, d’ora in poi, chiamerò nazional populisti», ha cercato di ridare slancio Minniti.  «L’abbiamo invitato – l’aveva introdotto il segretario provinciale Pd Giuseppe Grieco – per aiutarci a capire un Paese che non riusciamo più a comprendere». «Ad una persona rimasta senza lavoro – ha proseguito Minniti – non possiamo rispondere con le statistiche economiche, pur veritiere, che dimostrano il buon operato dei nostri governi. A chi ha appena ricevuto una visita dei ladri in casa non possiamo mostrare i dati che certificano come i reati siano in calo. Sono state le statistiche a farci finire in un canale di incomunicabilità».

Minniti, «negli ultimi tre mesi sbarchi diminuiti»

Lega e 5 Stelle, a detta dell’ex-ministro, enfatizzano rabbia e paure sull’emergenza immigrazione che, in realtà, è smentita dai dati: «Negli ultimi tre mesi, da quando stanno al governo, il dato sugli sbarchi è lo stesso di quando c’eravamo noi, sono diminuiti dell’80%. Se l’attuale ministro dell’Interno può andare in giro per l’Europa ad alzare la voce, è grazie al lavoro di chi c’era prima».

Lega e 5 Stelle, il ponte Morandi

«Per capire il loro modo di governare – ha esemplificato Minniti– basta vedere come hanno reagito al crollo del ponte di Genova. Anziché lanciare un appello all’unità, avviare un programma di manutenzioni infrastrutturali hanno indicato un colpevole. In questo modo non si risolvono i problemi, non si danno risposte a chi è rimasto senza casa, agli enti locali e al mondo economico che chiedono certezze sulla ricostruzione del ponte Morandi».

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Mauro Rampinini