Interruzione di gravidanza, la Regione Piemonte approva una delibera per garantire l’accesso alle procedure. Rossi: “Un punto a favore della piena applicazione della legge 194”.

Interruzione di gravidanza, la Regione Piemonte approva una delibera per garantire l’accesso alle procedure

La Regione Piemonte ha approvato la delibera n. 211 “Indirizzi e criteri per garantire l’effettivo accesso alle procedure per l’interruzione della gravidanza ai sensi dell’articolo 9, comma 4 della legge 22 maggio 1978, n. 194”. “L’approvazione della delibera a prima firma Grimaldi, sottoscritta da gran parte della maggioranza e dal Movimento 5 Stelle, segna un punto importante a favore della piena applicazione della legge 194. Per rendere esigibile il diritto alla libera scelta delle donne sull’interruzione di gravidanza, infatti, è necessario rendere obbligatorio il turn over per superare i problemi generati dalla legittima obiezione di coscienza dei medici”.

“Obbligatorio il turn over”

Così Domenico Rossi, presidente della Commissione Sanità, commenta l’approvazione del documento, primo in Italia, che rende stringente l’articolo 9 della legge del 1978, sancendo il dovere delle strutture sanitarie di assicurare il diritto all’interruzione di gravidanza e assegnando alla Regione il controllo sull’attuazione della legge anche attraverso la mobilità del personale. “I dati evidenziano una crescita dell’obiezione che mette a rischio il diritto all’interruzione di gravidanza” spiega Rossi rilevando che in Piemonte gli obiettori sono il 67%, sotto la media nazionale del 70%, tuttavia il 47% degli aborti in Piemonte e l’87% a Torino vengono effettuati in un unico presidio: il Sant’Anna.

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Obiezione di coscienza, Novara tra le situazioni più critiche

“Per questo la delibera – conclude Rossi – è fondamentale per intervenire in quei contesti dove la criticità è più elevata, come nel caso di Novara. Il documento da un lato incarica l’assessorato di un monitoraggio per verificare che in ogni territorio l’obiezione non superi la soglia del 50%, dall’altro consente ai direttori di attuare il turn over, avviando una call interna per reclutare medici e infine, se ciò non fosse ancora sufficiente, di procedere a chiamate pubbliche e assunzioni rivolte a medici che praticano IVG”.

Contraccezione gratuita

Un testo che accoglie gli importanti emendamenti del Partito Democratico. “La collega Conticelli – spiega Rossi – ha colto l’occasione per intervenire sulla tutela della salute della donna inserendo importanti emendamenti, approvati da consiglio, in particolare sulla contraccezione gratuita per le giovani sotto i 26 anni e per le donne disoccupate oltre all’accesso libero e diretto senza ticket ai Consultori per le lavoratrici colpite dalla crisi “.

v.s.