Giornata nazionale del sollievo, porte aperte all’Hospice attivo nel Presidio Sanitario Territoriale di Arona dell’Asl No.

Giornata nazionale del sollievo, porte aperte all’Hospice di Arona

Il 27 maggio ricorre la “Giornata nazionale del sollievo” istituita e celebrata per la prima volta in Italia il 26 maggio 2002.  La giornata si celebra ogni anno l’ultima domenica di maggio ed è promossa dal Ministero della Salute, dalla Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.  L’Asl No aderisce alla Giornata “aprendo le porte” dell’Hospice, attivo nel Presidio Sanitario Territoriale di Arona  (in via San Carlo 11).

Visita alla struttura

Medici, infermieri e volontari saranno a disposizione degli interessati domenica 27 maggio dalle 10 alle 12.30 per fornire tutte le informazioni, far conoscere le cure palliative e la terapia del dolore, condurre nella visita alla struttura. La Giornata nasce con l’intento di promuovere le cure palliative e, in particolare, la terapia del dolore e vuole essere un passo avanti nella consapevolezza e nell’affermazione del diritto al sollievo.

Le cure palliative

“Le cure palliative attraverso il modello assistenziale che offrono e partendo dall’assioma che esistono malattie inguaribili, ma non esistono pazienti incurabili, mettono al centro della cura sia la persona malata che la sua famiglia, rispondendo a quei bisogni non solo fisici ma anche spirituali, psicologici, e sociali che si presentano e si delineano nella fase terminale di malattia” dichiara Sandra Grazioli, dirigente medico responsabile Cure Palliative e Hospice dell’Asl No.

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“L’hospice non è il luogo dove si va a morire”

“Le cure palliative non sono una sospensione della cura ma un prendersi cura del paziente mettendo in atto tutti quegli interventi terapeutici assistenziali utili per quel malato in quel definito stadio di malattia – prosegue Grazioli – L’hospice nasce nella sede del presidio territoriale di Arona per far fronte alle esigenze/bisogni dei malati e delle loro famiglie. L’hospice non è il luogo dove si va a morire ma rientra piuttosto nella logica di “sollievo” quindi è previsto anche un rientro a casa dei pazienti nel momento in cui il ricovero è stato motivato da una esigenza di dare un periodo di sollievo ai familiari da una assistenza troppo impegnativa o nel momento in cui è necessario rispondere ad un sintomo di difficile controllo e che quindi necessita di un ricovero in ambiente protetto”.

v.s.