Canapa shop inaugurato a Borgomanero. In Italia 600 negozi e un giro di affari di oltre 44 milioni di euro.

Canapa shop inaugurato a Borgomanero

L’erba voglio non cresce neppure nel giardino del re, recitava un vecchio proverbio. Da un paio di giorni cresce invece a Borgomanero di fronte alla chiesa di San Gottardo, a pochi passi dal centro storico.  Si chiama proprio così, “L’erba voglio” il “canapa shop” inaugurato sabato pomeriggio al civico numero 15 di via Novara a poco più di 48 ore di distanza dal giudizio espresso dal Consiglio Superiore di Sanità che pur avendo un ruolo prettamente “consultivo” si è apertamente schierato contro la libera vendita della “cannabis light” perché sarebbe “potenzialmente dannosa per la salute”.

Un giro di affari di oltre 44 milioni di euro

In base alla legge 242 del 2016 entrata in vigore il 14 gennaio dello scorso anno i prodotti a base di cannabis, nel rispetto del tetto fissato per la dose di Thc che deve essere compreso tra lo 0,2 e lo 0,6% di principio attivo, possono essere venduti liberamente. La normativa vigente si occupa non solo della coltivazione della canapa, ma anche della produzione di alimenti e di articoli per la cosmesi, tanto per fare qualche esempio. Da quando la legge è entrata in vigore, in Italia si è assistito ad una crescita massiccia di produttori, oltre un migliaio distribuiti dalla Valle d’Aosta alla Sicilia che hanno portato all’apertura di più di 600 negozi con un giro di affari stimato in oltre 44 milioni di euro.

«L’utilizzo della canapa a scopo terapeutico mi ha sempre affascinato»

Borgomanero, seconda città per dimensioni e importanza della provincia di Novara non poteva certo rimanere alla finestra a guardare. La pensa così Carmine Franco, 39 anni che oltre ad occuparsi della storica azienda di famiglia specializzata nella commercializzazione di forniture non alimentari per bar e ristoranti, ha deciso di aprire “L’erba voglio” assieme ad un amico e collaboratore, Daniele Musu, anche lui trentanovenne, artigiano edile nel settore del cartongesso. «L’idea di aprire un canapa shop – dice Franco – mi è venuta un anno e mezzo fa perché l’utilizzo della canapa a scopo terapeutico mi ha sempre affascinato».

Leggi anche:  Alessia Mairati, una mostra e un evento per ricordare la giovane novarese

A proposito delle polemiche

Così con il passare dei mesi l’idea si è concretizzata. «Nel mio negozio – spiega Franco –si possono trovare prodotti di alta qualità, ad alto contenuto di Cbd, il cannabinoide  dai riconosciuti effetti terapeutici che, a differenza del Thc, il composto psicoattivo della cannabis, offre benefiche proprietà terapeutiche». A proposito delle polemiche di questi giorni Franco taglia corto e si limita a citare il parere espresso da un organismo internazionale, l’Organizzazione mondiale della sanità.

Il parere dell’Oms

Secondo l’Oms, spiega Franco «la cannabis utilizzata a scopo terapeutico non comporta rischi per la salute ed è utile nel trattamento dell’epilessia, al posto di cure palliative e in tanti altri casi».  Preoccupato per il futuro ? «Assolutamente no – ci ha risposto – anzi sono convinto che tutte queste polemiche alla fin della fiera ci hanno reso anche un grande favore, facendoci pubblicità».

Prodotti biologici

All’interno del negozio sono esposti in bella mostra confezioni contenenti infiorescenze, oli, ma anche pasta, farina, dolci, birre artigianali, sacchetti di patatine, thè, integratori alimentari, prodotti energetici e anche un liquore. «Prodotti – sostiene Franco – assolutamente biologici, adatti a vegani, vegetariani, celiaci e intolleranti al lattosio». Volendo si può mettere assieme un variegato menù per poi chiudere il pranzo o la cena con il “Cannabissimo”, il caffè 100% vegetale disponibile in due versioni, macinato o in cialde monodose prodotto con semi o fiori di canapa.
Carlo Panizza