Camera rosa, inaugurazione all’ospedale di Verbania per lo spazio dedicato alle donne vittime di violenza. Due i casi ogni settimana.

Camera rosa, inaugurazione all’ospedale di Verbania

Si chiama “Camera rosa”, è allestita all’interno del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Castelli di Verbania ma è arredata come un salotto: una poltrona, un tavolino e un divano. E’ stata allestita per accogliere, in un ambiente il meno ospedaliero possibile, le donne vittime di violenza sessuale e fisica ed, eventualmente, i loro figli minorenni. Ad inaugurarla, alle 12 circa di martedì 28, sono stati Simona Sassi, presidente di Avis Verbania l’associazione donatrice, e Angelo Penna, direttore generale. Lo spazio è riservato, separato sia dal Dea che dal reparto che lo ospita, le donne possono essere sottoposte a visita medica (ginecologica in caso di violenza sessuale), ricevere l’assistenza psicologica di supporto e, nei casi più estremi, essere prese in carico dai servizi sociali.

Due casi di violenza alla settimana

La “Camera rosa”, progettata dall’architetto Cristina Polli, incrementa e diversifica i servizi che l’Asl già fornisce alle donne vittime di violenza. Un fenomeno in costante emersione. Lo rivelano i dati forniti dalla responsabile, dottoressa Liliana Maglitto: 62 casi nei primi 7 mesi del 2018, una media di 2 la settimana, al solo Dea di Verbania. Sette, invece sono, i casi di allontanamento dalla famiglia, 6 gli ammonimenti, 3 dei quali confermati, uno dei quali sfociato in una denuncia penale, 6 le violenze fisiche su famigliari, ha riferito il questore, Salvatore Campagnolo, tra gli ospiti istituzionali presenti, con il procuratore capo, Olimpia Bossi; il prefetto, Iginio Olita; il sindaco di Verbania, Silvia Marchionini: il deputato, e sindaco di Vogogna Enrico Borghi (Pd).

Leggi anche:  Spacciavano droga a Baveno, denunciati dai Carabinieri

Assistenza medica e psicologica

«Come segno di benvenuto – ha chiuso i discorsi inaugurali Sassi – proponiamo un servizio di “staffetta”. Chiunque lo desideri può lasciare uno o più libri con dedica alla portineria dell’ospedale oppure direttamente da noi che appoggeremo sul tavolino perché le ospiti li possano sfogliare e, se lo desiderano, portarsi via come se fosse un regalo». “Camera rosa” nasce, oltre che con il contributo dell’Avis, con quelli delle Associazioni Corso di corsa, dei Cori piemontesi e della disciolta Cara Suna, che ha devoluto all’iniziativa il proprio fondo cassa.
Mauro Rampinini