Borgomanero, dormiva nel parco da tre giorni. Richiedente asilo del Burkina Faso aveva perso il diritto di essere ospitato in un centro di accoglienza.

Borgomanero, dormiva nel parco da tre giorni

Per tre notti un ventottenne originario del Burkina Faso ha dormito nel parco della Resistenza di viale Dante a Borgomanero. Il giovane si era installato all’interno della tensostruttura utilizzata come campo da tennis e nel periodo invernale anche come campo da calcetto. Entro fine anno, nell’ambito di un progetto di riqualificazione del parco, la tensostruttura verrà smantellata e trasferita in località Santa Cristinetta accanto al nuovo impianto sportivo.

La scoperta dell’assessore Zanetta

Ad accorgersi della presenza del giovane africano è stata, sabato mattina, l’assessore comunale ai Lavori pubblici Elisa Zanetta che stava passeggiando con il cane. «Era confuso – racconta l’assessore – e mi ha detto che quello era l’unico posto che aveva trovato per dormire». Zanetta ha subito telefonato a Mario Metti, presidente dell’associazione Mamre che sul territorio gestisce alcune strutture di prima accoglienza e nella frazione Santo Stefano Casa Piccolo Bartolomeo dove sono da tempo ospitate alcune giovani profughe nigeriane scampate alla violenza di Boko Aram.

In Italia dal 2016

Assieme a Metti è arrivato sul posto anche Sergio Vercelli, presidente del Ciss, per cercare di capire cosa fosse accaduto. «Il giovane – spiega Metti – è in Italia dal 2016 e nel nostro Paese aveva presentato richiesta di asilo. In un primo tempo era stato assegnato al Centro di accoglienza di Veruno gestito dalla Cooperativa Vedogiovane e successivamente a Gozzano nella ex Casa del Vescovo gestita dalla cooperativa sociale Versoprobo. L’altra settimana – prosegue Metti – si era allontanato dalla struttura e non aveva fatto rientro alla sera dove, in base alle disposizioni di leggi vigenti avrebbe dovuto firmare per confermare la sua presenza».

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Revocato il diritto di accoglienza

«Non essendo rientrato è scattata così la revoca al diritto di accoglienza. Queste cose gli sono state dette quando, dopo quasi una settimana, si è ripresentato a Gozzano, giustificando la sua prolungata assenza con il fatto che si era recato a Torino. Qui gli era stata rubata la borsa contenente i documenti e il cellulare. Non sapendo dove andare a dormire, ha trovato rifugio nel Parco della Resistenza. Abbiamo verificato il suo racconto – prosegue Metti – e lo abbiamo riaccompagnato a Gozzano dove è stato rifocillato». Avendo perso il diritto ad essere ospitato in un Centro di accoglienza in Italia il giovane è comparso ieri in Questura.
Carlo Panizza