L’arrivo della stagione primaverile porta una positività che ci avvolge ed è percepibile da tutti i nostri 5 sensi. La natura si colora, l’aria è inebriata dai profumi dei fiori che sbocciano, tornano gli stormi di uccelli migratori, la luce calda del sole entra nelle nostre case. Ma non per tutti la primavera porta giovamento. Le allergie di primavera, che colpiscono un numero esponenzialmente crescente di individui, sono in agguato.

Numeri in costante crescita

In Italia si stima sia il 15-20% la percentuale di popolazione che soffre in questo periodo a causa di pruriti al naso, lacrimazione eccessiva e congiuntiviti agli occhi, raffreddori, riniti. Ma anche asma, causati dalla diffusione in aria dei pollini. Questi disturbi giungono senza preavviso e nello stesso modo scompaiono. A differenza delle tradizionali infiammazioni gola-naso che hanno un’escalation: bruciore di gola, naso che cola, catarri. Tra i bambini la diffusione di allergici è impressionante, le previsioni dicono che nel 2020, un bambino su due soffrirà di allergie di primavera. Sembra che una forte influenza sia dovuta all’ereditarietà, genitori allergici generano figli tendenzialmente allergici. E anche dell’aumento impressionante di inquinamento e smog.

I pollini stanno per arrivare

I pollini responsabili delle allergie respiratorie, fanno parte della catena riproduttiva di piante e fiori e dunque in primavera e con l’aumento delle temperature vengono dispersi nell’aria e trasportati dal vento in ogni dove, insediandosi perfino nelle abitazioni quando lasciamo la finestra aperta per l’igienico cambio di aria. La loro dispersione in aria dipende dal periodo di fioritura. Gli allergici hanno una tolleranza minore della media nei confronti dei pollini, la reazione dell’organismo è il rilascio di istamina nel corpo e le conseguenti manifestazioni dei disturbi, come per esempio lo starnuto nel caso del raffreddore da fieno, il sistema immunitario perde il suo equilibrio.

Che cosa succede?

L’intensità dei disturbi è direttamente proporzionale al grado di allergia ed interessa l’apparato respiratorio principalmente ma anche gli occhi che cominciano a lacrimare, danno prurito, si arrossano, si gonfiano fino a sviluppare delle congiuntiviti allergiche. Alcuni antigeni contenuti nei pollini sono presenti anche in certi vegetali; nel delicato periodo primaverile con lo scatenarsi delle allergie da polline, può esserci un’azione combinata causata dai pollini e dai cibi contenenti questi comuni antigeni, generando quelle che sono definite allergie crociate: forte prurito, gonfiore attorno alla bocca e al suo interno.

Il cibo “corretto”

Per coloro i quali siano affetti da allergie ai pollini è bene evitare l’associazione di cibo contenente antigeni che potrebbero essere allergizzanti. Come indicato qui di seguito (fra parentesi i periodi di fioritura).

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Graminacee (maggio, giugno): frumento, pomodoro, kiwi, agrumi, melone, anguria, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla.
Urticalee famiglia parietaria (da giugno ad ottobre): basilico, ortica, melone, ciliegia, gelso.
Composite (tutta l’estate): cicoria, tarassaco, camomilla, banana, castagna, sedano, prezzemolo, carota, finocchio, pepe verde, olio di girasole, margarina, miele.
Betullacee (tutta l’estate): mela, pera, nespola, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla, lampone, fragola, frutta secca, kiwi, sedano, prezzemolo, carota, finocchio.

Se si hanno dubbi su possibili allergie, è indicato, sentito il parere del medico curante e dell’allergologo, sottoporsi ai test allergologici, gli Skin Prick Text e le ricerche di IgE specifiche, che individuano gli allergeni, effettuabili in qualsiasi momento dell’anno.

Le cure alternative omeopatiche

Esistono poi delle cure alternative omeopatiche. L’omeopatia interviene anche nel campo della prevenzione, vediamo come. Il consiglio è iniziare un paio di mesi prima e proseguire per tutto il periodo in modo che al momento del contatto con l’allergene l’individuo potrà avere una pronta risposta e la reazione allergica sarà di entità ridotta. In associazione si può assumere Ribes Nigrum macerato galenico o in tintura madre dato che è un ottimo antiallergico e potente antiinfiammatorio perché agisce sulle ghiandole come un cortisone (è un cortisoniche) esplicano le azioni antinfiammatorio senza gli effetti tossici del cortisone.

I consigli contro le allergie di primavera

Per concludere ecco dei consigli di massima, per lo più indirizzati ad un giusto comportamento, per non incorrere in situazioni che facilitino lo scatenarsi di reazioni allergiche. Questi vanno dell’usare occhiali da sole per proteggere gli occhi all’evitare il deposito di pollini lavando spesso le parti più esposte (viso-mani-capelli), passando per il non aprire le finestre di casa nelle ore più calde della giornata e l’evitare parchi, boschi o luoghi con manto erboso appena tagliato. Si prosegue tenendosi aggiornati sulla situazione polline tramite il link www.ilpolline.it/bollettino-pollinico, che presenta un bollettino aggiornato diviso per regioni (una sorta di “meteo pollinico”).

Altri suggerimenti

Ovviamente è bene evitare di fumare: il fumo aggrava i problemi respiratori come anche l’inquinamento. Inoltre sarebbe opportuno cercare di assumere meno medicinali possibili, per evitare reazioni ai prodotti chimici. Esistono anche dispositivi medici (tappi nasali specifici, gel da applicare sotto al naso che bloccano l’ingresso dell’allergene). Con prevenzione e precauzioni, la primavera può essere una stagione piacevole anche per coloro che soffrono di allergie di primavera.

 

Dottoressa Sara Nigri