All’Azienda ospedaliero universitaria “Maggiore della carità” parte la “Radiologia 3.0”. E’ stato presentato venerdì mattina, con una cerimonia in aula magna, il completamento della riorganizzazione dell’Istituto di radiodiagnostica diretto dal professor Alessandro Carriero.

La nuova “radiologia 3.0” grazie a macchinari top level

«Quello che illustriamo questa mattina – ha detto il direttore generale dell’Aou Mario Minola – è il concretizzarsi di un’idea. Da tempo eravamo consapevoli che il reparto di Radiologia e le attrezzature al suo interno stavano invecchiando e non ci consentivano più di rispondere come avremmo voluto alle esigenze dei pazienti. La Radiologia è sempre stata una delle colonne del nostro ospedale, per merito di grandi personalità come il professor Massimo Lupo, il professor Giovanni Pisani e il professor Giovanni Gandini. Grazie a un’opera di “ingegneria amministrativa” che si è sviluppata attraverso un partenariato pubblico privato, siamo arrivati alla sostituzione di apparecchiature ormai obsolete con altre di ultimissima generazione. Questo intervento è un ponte sul futuro, che ci proietterà verso la città della salute».
Al professor Carriero, insieme al direttore della Struttura complessa di Medicina nucleare Gian Mauro Sacchetti, il compito quindi di illustrare nel dettaglio le molte novità. «Oggi – ha detto Carriero – c’è un reparto tutto nuovo, che era un sogno quando sono arrivato. Abbiamo macchinari top level, che ci consentono altissime prestazioni funzionali».

Potenziata anche l’area “self”

Il processo di riorganizzazione – che ha interessato anche la Medicina nucleare con l’installazione di una nuova Ct Pet – è durato circa un anno, senza alcuna interruzione del servizio. Il risultato, presentato ufficialmente venerdì mattina, è un più efficace utilizzo degli spazi e una migliore accessibilità. E’ stato anche potenziato il sistema dei “totem”, ovvero la possibilità di effettuare il check in automatico e il ritiro referti, saltando le code agli sportelli. «Questo sistema – ha ricordato Minola – è stato ideato, sperimentato e adottato per la prima volta in Italia proprio qui a Novara, nel dicembre del 2013».
Questi i nuovi apparecchi in dotazione: 3 ecotomografi di alta fascia, 2 mammografi digitali di cui uno dotato di tomosintesi, 2 tomografi computerizzati 128 banchi, 1 tomografo a risonanza magnetica da 1,5 tesla,. 1 tomografo a risonanza magnetica da 3 tesla, 1 sala angiografica vascolare, 1 CT Pet, 3 diagnostiche radiologiche polifunzionali, 1 diagnostica radiologia diretta con tavolo telecomandato, 5 portatili per radiografica digitali diretti, 3 unità radiologiche dirette ad arco per sala operatoria.
«La possibilità di avere questi apparecchi di ultima generazione – ha sottolineato il professor Carriero – ci consentirà un salto decisivo verso la radiologia del futuro. L’obiettivo è quello di aumentare e migliorare i servizi ed ecco il progetto Radiologia 3.0».

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Laura Cavalli