Gli azzurri sconfitti per 3-1 vedono la classifica farsi sempre più difficile

 

Dopo che la buona prova contro il Bari che aveva illuso l’ambiente il Novara calcio davanti al proprio pubblico incassa un pesante 3-1 casalingo contro il Venezia, risultato che complica ancora di più la classifica anche a causa del calendario e dei risultati delle concorrenti. Ancora una volta gli azzurri hanno dimostrato limiti caratteriali. Buon inizio dei padroni di casa che mettono il Venezia sotto pressione e passano in vantaggio al 17’ del primo tempo con un tiro da fuori area di capitan Casarini. Trovato il vantaggio il Novara calcio cerca il raddoppio contenendo la reazione veneta. A due minuto dal riposo però arriva il pasticcio: un indecisione difensiva porta Falzerano al cross, Marsura colpisce di testa e la palla assume una traiettoria imprendibile per Montipò. Al ritorno in campo la rete incassata sembra condizionare i padroni di casa e ancora una volta i padroni di casa e iniziano i soliti errori in fase realizzativa e quelli difensivi. Il Venezia in modo cinico e da squadra esperta è bravo ad approfittare di due ripartenze e al 17’ e poi al 36’ trova il gol con Bruscagin ancora Marsura lanciati in entrambi i casi da Falzerano che non doveva inizialmente giocare essendo subentrato al 7’ del primo tempo per infortunio di Pinato.

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L’allenatore Di Carlo: «Abbiamo sbagliato il secondo tempo ma dobbiamo crederci fino alla fine».

Al termine della Mister Di Carlo allenatore del Novara calcio  ancora una volta fa il mea culpa: «Mi assumo ogni responsabilità. Abbiamo sbagliato il secondo tempo. Difficile spiegare la metamorfosi rispetto a Bari. Il gol preso a fine primo tempo ha condizionato la squadra. Non deve succedere. Non dovevamo essere larghi e lunghi. Abbiamo preso due ripartenze evitabili. Bisogna stare in partita fino alla fine. Giocare da squadra e non da singoli. Io credo a questa salvezza. I tifosi oggi ci hanno incitato. Quando sbagliamo hanno ragione ad arrabbiarsi. Siamo però noi a dover trovare le soluzioni. Dobbiamo crederci fino alla fine».

m.d.