NOVARA – Come una finale. Nel presentare la sfida contro il Foggia non ci sono tanti discorsi da fare: al Novara serviranno i tre punti e basta. Altrimenti possono diventare guai seri.
Domani sera al “Piola” (inizio alle 20.30) si prevede un tempo da tregenda e gli azzurri sono chiamati ad andare oltre i propri limiti per portare a termine quella missione che non sono stati in grado di compiere ad Avellino.
Una sconfitta, la prima dell’era Di Carlo, che brucia, eccome se brucia. Anche perché un risultato positivo era ampiamente alla portata di mano di Casarini e compagni. Le solite magagne, in difesa e in attacco, hanno favorito un avversario che si presentava a questo match con mille problemi. E così, improvvisamente, la classifica è tornata a farsi parecchio preoccupante: Novara a braccetto con la Salernitana al diciassettesimo posto, l’ultimo utile per la salvezza diretta, con due punti di vantaggio sulla zona play out. Gli azzurri sono stati scavalcati dallo stesso Avellino e dal Brescia, che ha espugnato in rimonta lo “Zaccheria” mettendo fine alla striscia di vittorie proprio dei satanelli. Un’impresa, al contrario, non riuscita al “Partenio Lombardi”, anche per la pesante mano allungata sul match dal casalingo direttore di gara, Pezzuto di Lecce, che ha negato sullo 0-0 un rigore gigantesco su Troest e indirizzato il match.
Paolo De Luca

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Domani sera al “Piola” (inizio alle 20.30) si prevede un tempo da tregenda e gli azzurri sono chiamati ad andare oltre i propri limiti per portare a termine quella missione che non sono stati in grado di compiere ad Avellino.
Una sconfitta, la prima dell’era Di Carlo, che brucia, eccome se brucia. Anche perché un risultato positivo era ampiamente alla portata di mano di Casarini e compagni. Le solite magagne, in difesa e in attacco, hanno favorito un avversario che si presentava a questo match con mille problemi. E così, improvvisamente, la classifica è tornata a farsi parecchio preoccupante: Novara a braccetto con la Salernitana al diciassettesimo posto, l’ultimo utile per la salvezza diretta, con due punti di vantaggio sulla zona play out. Gli azzurri sono stati scavalcati dallo stesso Avellino e dal Brescia, che ha espugnato in rimonta lo “Zaccheria” mettendo fine alla striscia di vittorie proprio dei satanelli. Un’impresa, al contrario, non riuscita al “Partenio Lombardi”, anche per la pesante mano allungata sul match dal casalingo direttore di gara, Pezzuto di Lecce, che ha negato sullo 0-0 un rigore gigantesco su Troest e indirizzato il match.
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