Turismo in Piemonte motore di crescita. Al Castello di Novara si sono tenuti gli Stati generali del Turismo. Dal confronto è emerso come la strada da percorrere sia quella”turismo lento, esperienziale e sportivo”.

Turismo in Piemonte motore di crescita

“Turismo e cultura in Piemonte hanno fatto un grande cammino, tanto da essere riconosciuti come dei veri e propri “motori” di sviluppo per la nostra regione. Adesso occorre lavorare insieme per continuare questo percorso di crescita”. Lo ha detto l’assessore regionale Antonella Parigi nel suo intervento martedì nel corso della seconda giornata degli Stati generali del Turismo. Il “focus itinerante” voluto proprio dall’Amministrazione regionale per tastare il polso della situazione piemontese in questo settore. Quello ospitato nel castello di Novara è stato il quarto appuntamento (indirizzo al quadrante formato dalle 4 province del Piemonte orientale) di un ciclo destinato a concludersi in autunno a Torino. A quell’ultimo appuntamento saranno tratte le conclusioni di questa esperienza e sarà redatto un vero e proprio “Piano strategico”.

La strada da percorrere è quella del “turismo lento, esperienziale e sportivo”

Una due giorni dove però il turismo, pur facendola da padrone, ha finito per “sconfinare” nella cultura, enogastronomia, artigianato e altro ancora. Settori che devono muoversi su “binari paralleli”. Ai tavoli di lavoro si sono confrontati una settantina tra operatori e rappresentanti degli enti del territorio che hanno alla fine individuato nel “turismo lento, esperienziale e sportivo” una strada da percorrere. Un territorio a misura d’uomo tra outdoor e cultura, capace di sfruttare anche la sua posizione strategica, all’intersezione di grandi vie di percorrenza, vicina a una scalo aeroportuale come Malpensa.

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Attenzione alla sostenibilità

In questo contesto, da quanto è emerso, il turista che si cerca “è quello con un livello culturale e possibilità di spesa medio alti, ma che sia attento soprattutto alla sostenibilità, con l’obiettivo di preservare l’autenticità di queste aree”. Tanti gli obiettivi individuati: sviluppo di politiche che favoriscano la vivibilità dei territori; valorizzazione delle sue tradizioni e identità; modalità di programmazione a medio-lungo termine, evitando cioè i cosiddetti “progetti fiammifero”. Il tutto creando reti di collaborazione con altri enti e operatori, tra cui è stato individuato un ruolo strategico esercitato dall’Università del Piemonte orientale.

Luca Mattioli