Lavoro abusivo, allarme di Confartigianato. Oltre il 65% degli artigiani del Piemonte Orientale fra i più esposti alla concorrenza degli abusivi.

Lavoro abusivo, allarme di Confartigianato

Il dato è chiaro. Dal 2011 al 2015 (ultimo dato disponibile) il valore aggiunto creato dall’economia sommersa è aumentato dell’1,8%, con un aumento del lavoro non regolare dell’8,7% nel periodo. “In Italia il lavoro sommerso pesa più della pubblica amministrazione – denuncia Amleto Impaloni, direttore di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale – e considerando i settori produttivi maggiormente esposti alla concorrenza dell’abusivismo ben due aziende artigiane su tre soffrono la concorrenza del sommerso”. “Questa è la realtà italiana. Mediamente per 1 addetto regolare delle imprese artigiane, vi è 1,1 addetto irregolare in aziende che competono slealmente” spiega ancora Impaloni.

Le Costruzioni tra i settori che subiscono di più la concorrenza del sommerso

Nel 2015 il peso del valore aggiunto da lavoro irregolare – sul totale –  è in media del 5,2%, ma in alcuni comparti – quelli più esposti alla concorrenza sleale del sommerso – registra valori notevolmente più elevati. Ai vertici dei settori con maggiore concorrenza del sommerso vi sono le Costruzioni (10,85), i Servizi alla persona (23,6%), i Trasporti e magazzinaggio e  Servizi di alloggio e ristorazione (8,2%).

Analizzando i dati, recentemente pubblicati dall’Ufficio studi di Confartigianato, si evidenzia come il tasso di irregolarità (cioè l’incidenza delle unità di lavoro equivalenti non regolari) sia 16,3% per il lavoro dipendente e al 14,8% per il lavoro autonomo. “Quest’ultimo è il dato più alto degli ultimi venti anni” spiega Impaloni. Un dato che presenta forti varianze per area territoriale e comparto produttivo. Al Sud il sommerso è quasi il doppio (19,3%) del Centro Nord (11,3%).  “Nei settori più esposti alla concorrenza sleale del sommerso troviamo poco meno 900mila imprese artigiane con 1400mila addetti su scala nazionale” spiega Impaloni.

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In Piemonte tasso di irregolarità nell’occupazione all’11%

Il Piemonte ha un tasso di irregolarità nell’occupazione dell’11%, al di sotto della media Italiana (13,5%). Le imprese che soffrono maggiormente il sommerso sono 80mila. Nelle province del Piemonte orientale – Novarese, Vercellese, Vco – sono poco più di 11mila. “Oltre il 65% del totale delle imprese artigiane del territorio è particolarmente esposto alla concorrenza del sommerso” analizza Impaloni.

“Il lavoro abusivo danneggia chi lavora in regola e paga le tasse”

“Lo denunciamo da tempo: il lavoro abusivo danneggia chi lavora in regola e paga le tasse. Danneggia anche il cliente che, magari convinto di risparmiare, si affida a persone non qualificate, generando pericoli per se stesso e la comunità” spiega Impaloni.

“Occorre vigilare e reprimere il fenomeno dell’abusivismo, ma occorre fare anche azione di informazione ed educazione verso la clientela affinché comprenda cosa può significare affidarsi a chi artigiano non è. Le nostre sedi del Piemonte Orientale sono a disposizione, i la nostra collaborazione con le Forze dell’Ordine è costante e quotidiana. Qui non parliamo ormai più di dati statistici ma è in gioco il futuro del nostro Paese. Un’azione di sorveglianza e di monitoraggio che non può essere disgiunta da interventi politici per agevolare le imprese vere e in regola che continuano a lavorare e a creare opportunità, ricchezza e posti di lavoro.” conclude Impaloni.

v.s.