Il deputato ossolano del PD Enrico Borghi è in campo per un secondo mandato a Montecitorio. L’annuncio in un incontro coi media locali a Verbania. «Nell’ultima legge di bilancio abbiamo ridato fiato alle Province – ha esordito il deputato – mettendole di nuovo in grado di programmare a scadenza triennale e di sostituire i dipendenti che vanno in pensione con nuovi assunti».  Ottimista il presidente della Provincia del VCO Costa: «Attendiamo la ripartizione dei 438 milioni del fondo di compensazione per le province in difficoltà. Sarei contento se al Verbano Cusio Ossola arrivassero 3 milioni. S’è riaperto, inoltre, uno spiraglio con la Regione Piemonte per i canoni idrici».

A Novara invece sono stati presentati i candidati piemontesi del “Popolo della famiglia”, la nuova formazione politica che correrà da sola alle prossime elezioni politiche. Sono stati illustrati anche i motivi di questa sua discesa i campo e i contenuti del programma. A prendere la parola sono stati il segretario nazionale Gianfranco Amato e il coordinatore di Novara e Vco, Alberto Cerutti, candidato a Montecitorio. Con loro, tra gli altri, anche due novaresi in corsa per un seggio, Caterina Zadra (Camera) e Alessandra Mondelli (Senato).

Visti con curiosità dal resto del mondo politico, dirigenti e militanti sono apparsi decisi e determinati: «Sappiamo che sarà difficile, ma il nostro obiettivo è quello di superare lo sbarramento del 3% – è stato detto tra l’altro – Perché vogliamo portare in Parlamento le nostre istanze. Iniziative come il “Family Day”, se rimangono nelle piazze, non portano a nulla». Per Cerutti «all’indomani del voto chiunque riceverà l’incarico di formare il nuovo Governo dovrà interloquire anche con noi». Il “Popolo della famiglia”, pur rivolgendosi prevalentemente a un elettorato di centro – destra, vuole muoversi in completa autonomia dalle principali coalizioni. Respinge l’etichetta, anche offensiva, di formazione “bigotta” («Siamo aconfessionali, fra di noi vi sono anche laici, non credenti, agnostici…»), però riafferma che «sono state anche alcune scelte adottate nel corso di quest’ultima legislatura a farci prendere la decisione di affrontare la prova delle urne». Non certo di “sinistra”, ma al tempo stesso critica nei confronti di una “destra” che ha lasciato ai suoi parlamentari «libertà di coscienza in diverse circostanze». La famiglia al centro dell’agenda politica, ha riaffermato Amato, «partendo dal “quoziente familiare”, ma anche su altri temi che riteniamo fondamentali e assolutamente non negoziabili».

Il deputato ossolano del PD Enrico Borghi è in campo per un secondo mandato a Montecitorio. L’annuncio in un incontro coi media locali a Verbania. «Nell’ultima legge di bilancio abbiamo ridato fiato alle Province – ha esordito il deputato – mettendole di nuovo in grado di programmare a scadenza triennale e di sostituire i dipendenti che vanno in pensione con nuovi assunti».  Ottimista il presidente della Provincia del VCO Costa: «Attendiamo la ripartizione dei 438 milioni del fondo di compensazione per le province in difficoltà. Sarei contento se al Verbano Cusio Ossola arrivassero 3 milioni. S’è riaperto, inoltre, uno spiraglio con la Regione Piemonte per i canoni idrici».

A Novara invece sono stati presentati i candidati piemontesi del “Popolo della famiglia”, la nuova formazione politica che correrà da sola alle prossime elezioni politiche. Sono stati illustrati anche i motivi di questa sua discesa i campo e i contenuti del programma. A prendere la parola sono stati il segretario nazionale Gianfranco Amato e il coordinatore di Novara e Vco, Alberto Cerutti, candidato a Montecitorio. Con loro, tra gli altri, anche due novaresi in corsa per un seggio, Caterina Zadra (Camera) e Alessandra Mondelli (Senato).

Visti con curiosità dal resto del mondo politico, dirigenti e militanti sono apparsi decisi e determinati: «Sappiamo che sarà difficile, ma il nostro obiettivo è quello di superare lo sbarramento del 3% – è stato detto tra l’altro – Perché vogliamo portare in Parlamento le nostre istanze. Iniziative come il “Family Day”, se rimangono nelle piazze, non portano a nulla». Per Cerutti «all’indomani del voto chiunque riceverà l’incarico di formare il nuovo Governo dovrà interloquire anche con noi». Il “Popolo della famiglia”, pur rivolgendosi prevalentemente a un elettorato di centro – destra, vuole muoversi in completa autonomia dalle principali coalizioni. Respinge l’etichetta, anche offensiva, di formazione “bigotta” («Siamo aconfessionali, fra di noi vi sono anche laici, non credenti, agnostici…»), però riafferma che «sono state anche alcune scelte adottate nel corso di quest’ultima legislatura a farci prendere la decisione di affrontare la prova delle urne». Non certo di “sinistra”, ma al tempo stesso critica nei confronti di una “destra” che ha lasciato ai suoi parlamentari «libertà di coscienza in diverse circostanze». La famiglia al centro dell’agenda politica, ha riaffermato Amato, «partendo dal “quoziente familiare”, ma anche su altri temi che riteniamo fondamentali e assolutamente non negoziabili».