NOVARA – Si è chiuso con un segno “più” il bilancio demografico delle imprese novaresi relativo all’anno 2017: il saldo tra iscrizioni e cessazioni effettuate nel periodo gennaio-dicembre supera ampiamente le 100 unità, con una variazione annuale del +0,45%.
«Per il quinto anno consecutivo la performance novarese risulta la migliore a livello regionale – commenta Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara – Anche nel 2017 l’andamento demografico di tutte le province piemontesi evidenzia infatti delle flessioni, con l’unica eccezione di Torino, il cui risultato appare improntato alla stabilità, e di Novara appunto. Sebbene la tenuta del nostro sistema produttivo risulti ancora eterogenea a livello settoriale, si riscontrano segnali di miglioramento rispetto al passato, in particolare per le costruzioni, il cui saldo è tornato finalmente positivo, dopo una serie ininterrotta di flessioni che si susseguivano dal 2010. A incidere sul bilancio demografico generale è il mitigamento del tasso di mortalità delle imprese, mentre quello di natalità appare in linea con le rilevazioni precedenti. È dunque indispensabile – sottolinea Comoli – sostenere le imprese affinché il loro dinamismo si traduca in un’autentica crescita: a questo proposito la Camera di Commercio ha stanziato per il 2018 un ammontare di risorse che sfiora i 740mila euro, articolato in quattro linee d’azione strategiche: innovazione, orientamento al lavoro, promozione turistica e internazionalizzazione, attorno alle quali sono state costruite specifiche progettualità, condivise a livello nazionale e regionale».              

Sono 1.916 le aziende che tra gennaio e dicembre si sono iscritte al registro delle imprese, mentre 1.791 hanno cessato la propria attività (al netto delle cessazioni d’ufficio), con una consistenza del sistema imprenditoriale novarese che alla fine del 2017 ammonta a 30.564 unità registrate.

Sotto il profilo settoriale si conferma la capacità di tenuta dei servizi, che evidenziano risultati positivi in quasi tutti i comparti, pur con entità diverse: il saldo più favorevole, in valori assoluti, è quello dei servizi alle imprese (+90 unità), seguito, a distanza, dal comparto della sanità e assistenza sociale (+15) e dall’alloggio e ristorazione (+7). In lieve incremento appaiono anche le costruzioni, che guadagnano 15 unità, confermando dunque la risalita manifestata in corso d’anno, a fronte di un bilancio che nel 2016 si era chiuso con una perdita di 40 unità. Risulta pressoché stabile, invece, la consistenza delle imprese agricole, con una variazione di +2 unità, mentre il saldo dell’industria rimane negativo, ma con variazioni contenute. La manifattura, in particolare, perde 11 unità (con una consistenza settoriale di oltre 3.600 imprese); in flessione appaiono anche le attività commerciali, che chiudono il 2017 con 48 imprese in meno, attestandosi a 7.315 unità.

Alla data del 31 dicembre 2017 il sistema produttivo locale risulta costituito da 30.564 imprese, di cui 27.268 attive ed operanti per il 7,9% nell’agricoltura, per il 29,8% nell’industria (di cui 17,5% nelle costruzioni e 12,3% nell’industria in senso stretto) e per il 62,3% nel terziario (di cui 25% nel commercio e 37,3% negli altri servizi).
L’analisi della forma giuridica conferma il dinamismo delle società di capitale, che tra gennaio e dicembre 2017 evidenziano un saldo di +244 unità, pari ad una variazione annuale del +3,6% (a fronte di una media provinciale del +0,45%), facendo così salire l’incidenza delle società di capitali al 22,6% delle imprese registrate complessive.
Appare invece negativo il saldo anagrafico delle ditte individuali, con 1.246 unità aperte nel periodo in esame (il 65% di quelle totali) e 1.293 cessate (pari al 72,2% di quelle complessive), portando l’incidenza delle imprese con titolare unico al 56,1% di quelle provinciali.     
Nel 2017, infine, si rilevano 171 iscrizioni e 257 cessazioni relativamente alle società di persone, con una consistenza a fine dicembre di 5.714 unità produttive, corrispondente al 18,7% del tessuto imprenditoriale novarese.

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NOVARA – Si è chiuso con un segno “più” il bilancio demografico delle imprese novaresi relativo all’anno 2017: il saldo tra iscrizioni e cessazioni effettuate nel periodo gennaio-dicembre supera ampiamente le 100 unità, con una variazione annuale del +0,45%.
«Per il quinto anno consecutivo la performance novarese risulta la migliore a livello regionale – commenta Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara – Anche nel 2017 l’andamento demografico di tutte le province piemontesi evidenzia infatti delle flessioni, con l’unica eccezione di Torino, il cui risultato appare improntato alla stabilità, e di Novara appunto. Sebbene la tenuta del nostro sistema produttivo risulti ancora eterogenea a livello settoriale, si riscontrano segnali di miglioramento rispetto al passato, in particolare per le costruzioni, il cui saldo è tornato finalmente positivo, dopo una serie ininterrotta di flessioni che si susseguivano dal 2010. A incidere sul bilancio demografico generale è il mitigamento del tasso di mortalità delle imprese, mentre quello di natalità appare in linea con le rilevazioni precedenti. È dunque indispensabile – sottolinea Comoli – sostenere le imprese affinché il loro dinamismo si traduca in un’autentica crescita: a questo proposito la Camera di Commercio ha stanziato per il 2018 un ammontare di risorse che sfiora i 740mila euro, articolato in quattro linee d’azione strategiche: innovazione, orientamento al lavoro, promozione turistica e internazionalizzazione, attorno alle quali sono state costruite specifiche progettualità, condivise a livello nazionale e regionale».              

Sono 1.916 le aziende che tra gennaio e dicembre si sono iscritte al registro delle imprese, mentre 1.791 hanno cessato la propria attività (al netto delle cessazioni d’ufficio), con una consistenza del sistema imprenditoriale novarese che alla fine del 2017 ammonta a 30.564 unità registrate.

Sotto il profilo settoriale si conferma la capacità di tenuta dei servizi, che evidenziano risultati positivi in quasi tutti i comparti, pur con entità diverse: il saldo più favorevole, in valori assoluti, è quello dei servizi alle imprese (+90 unità), seguito, a distanza, dal comparto della sanità e assistenza sociale (+15) e dall’alloggio e ristorazione (+7). In lieve incremento appaiono anche le costruzioni, che guadagnano 15 unità, confermando dunque la risalita manifestata in corso d’anno, a fronte di un bilancio che nel 2016 si era chiuso con una perdita di 40 unità. Risulta pressoché stabile, invece, la consistenza delle imprese agricole, con una variazione di +2 unità, mentre il saldo dell’industria rimane negativo, ma con variazioni contenute. La manifattura, in particolare, perde 11 unità (con una consistenza settoriale di oltre 3.600 imprese); in flessione appaiono anche le attività commerciali, che chiudono il 2017 con 48 imprese in meno, attestandosi a 7.315 unità.

Alla data del 31 dicembre 2017 il sistema produttivo locale risulta costituito da 30.564 imprese, di cui 27.268 attive ed operanti per il 7,9% nell’agricoltura, per il 29,8% nell’industria (di cui 17,5% nelle costruzioni e 12,3% nell’industria in senso stretto) e per il 62,3% nel terziario (di cui 25% nel commercio e 37,3% negli altri servizi).
L’analisi della forma giuridica conferma il dinamismo delle società di capitale, che tra gennaio e dicembre 2017 evidenziano un saldo di +244 unità, pari ad una variazione annuale del +3,6% (a fronte di una media provinciale del +0,45%), facendo così salire l’incidenza delle società di capitali al 22,6% delle imprese registrate complessive.
Appare invece negativo il saldo anagrafico delle ditte individuali, con 1.246 unità aperte nel periodo in esame (il 65% di quelle totali) e 1.293 cessate (pari al 72,2% di quelle complessive), portando l’incidenza delle imprese con titolare unico al 56,1% di quelle provinciali.     
Nel 2017, infine, si rilevano 171 iscrizioni e 257 cessazioni relativamente alle società di persone, con una consistenza a fine dicembre di 5.714 unità produttive, corrispondente al 18,7% del tessuto imprenditoriale novarese.