A rischio “fake” nel carrello della spesa un prodotto alimentare su quattro che non riporta obbligatoriamente l’origine in etichetta, dai salumi alle marmellate, dai ragù ai sottoli, dal succo di frutta al pane fino al latte in polvere per bambini. 
E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che ha smascherato la lista dei prodotti della spesa più a rischio in occasione dell’avvio della raccolta firme sulla petizione #stopcibofalso per chiedere al Parlamento Europeo che i consumatori abbiano la possibilità di conoscere da dove arriva il cibo che portano in tavola. 
«Nonostante i passi in avanti che abbiamo fatto grazie alle battaglie portate avanti dalla nostra Organizzazione, un ultimo esempio è l’entrata in vigore dell’etichettatura obbligatoria per il riso e la pasta, restano ancora ampi margini di miglioramento – spiega il presidente di Coldiretti Novara Vco Sara Baudo – Questa petizione vuole difendere le nostre produzioni ed il lavoro dei nostri imprenditori, bloccando le speculazioni che ostacolano l’economia del territorio. Basti pensare che, ad esempio, la frutta trasformata, come mele, kiwi e pesche di cui il Piemonte è tra i maggiori produttori, resta anonima. Non è un caso che 9 italiani su 10 ritengano importante per la sicurezza alimentare conoscere la provenienza del cibo che consumano. Si tratta, quindi, di una battaglia di civiltà per garantire la salubrità di quanto viene consumato sulle nostre tavole. L’indicazione di origine permette di contrastare quelle imitazioni che ogni anno sottraggono 60 miliardi di euro all’economia dell’Italia e di rafforzare la lotta alle agromafie, oltre che prevenire le falsificazioni».

DOVE FIRMARE 
I cittadini  province possono firmare la petizione sul sito www.novara-vco.coldiretti.it, oppure presso tutti i mercati di Campagna Amica del territorio:a Novara in largo Leonardi la prima e terza domenica del mese; a Galliate in via Bianca di Caravaggio il primo e terzo venerdì del mese; a Nebbiuno in piazza Caduti di Nassiriya l’ ultima domenica del mese; a Oleggio in largo Bersaglieri ogni primo e terzo lunedì del mese; a Trecate in piazza Cavour il primo sabato del mese)  
E’ possibile, inoltre, firmare presso gli 85 Punti Campagna Amica del Novarese e Vco (per l’elenco dettagliato è possibile consultare il sito www.campagnamica.it).
Ancora, si può firmare negli uffici Coldiretti presenti in modo capillare sul territorio: a Novara in via XX Settembre 40; a Domodossola in borgata Case delle Rane 10; a Oleggio in largo Bersaglieri 1; a Verbania in via Rigola 44).
Coldiretti invita inoltre i consumatori a sostenere la campagna #stopcibofalso sui social network di Coldiretti e Terranostra Piemonte (pagina Facebook, Twitter ed Instagram).
l.c.

A rischio “fake” nel carrello della spesa un prodotto alimentare su quattro che non riporta obbligatoriamente l’origine in etichetta, dai salumi alle marmellate, dai ragù ai sottoli, dal succo di frutta al pane fino al latte in polvere per bambini. 
E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che ha smascherato la lista dei prodotti della spesa più a rischio in occasione dell’avvio della raccolta firme sulla petizione #stopcibofalso per chiedere al Parlamento Europeo che i consumatori abbiano la possibilità di conoscere da dove arriva il cibo che portano in tavola. 
«Nonostante i passi in avanti che abbiamo fatto grazie alle battaglie portate avanti dalla nostra Organizzazione, un ultimo esempio è l’entrata in vigore dell’etichettatura obbligatoria per il riso e la pasta, restano ancora ampi margini di miglioramento – spiega il presidente di Coldiretti Novara Vco Sara Baudo – Questa petizione vuole difendere le nostre produzioni ed il lavoro dei nostri imprenditori, bloccando le speculazioni che ostacolano l’economia del territorio. Basti pensare che, ad esempio, la frutta trasformata, come mele, kiwi e pesche di cui il Piemonte è tra i maggiori produttori, resta anonima. Non è un caso che 9 italiani su 10 ritengano importante per la sicurezza alimentare conoscere la provenienza del cibo che consumano. Si tratta, quindi, di una battaglia di civiltà per garantire la salubrità di quanto viene consumato sulle nostre tavole. L’indicazione di origine permette di contrastare quelle imitazioni che ogni anno sottraggono 60 miliardi di euro all’economia dell’Italia e di rafforzare la lotta alle agromafie, oltre che prevenire le falsificazioni».

DOVE FIRMARE 
I cittadini  province possono firmare la petizione sul sito www.novara-vco.coldiretti.it, oppure presso tutti i mercati di Campagna Amica del territorio:a Novara in largo Leonardi la prima e terza domenica del mese; a Galliate in via Bianca di Caravaggio il primo e terzo venerdì del mese; a Nebbiuno in piazza Caduti di Nassiriya l’ ultima domenica del mese; a Oleggio in largo Bersaglieri ogni primo e terzo lunedì del mese; a Trecate in piazza Cavour il primo sabato del mese)  
E’ possibile, inoltre, firmare presso gli 85 Punti Campagna Amica del Novarese e Vco (per l’elenco dettagliato è possibile consultare il sito www.campagnamica.it).
Ancora, si può firmare negli uffici Coldiretti presenti in modo capillare sul territorio: a Novara in via XX Settembre 40; a Domodossola in borgata Case delle Rane 10; a Oleggio in largo Bersaglieri 1; a Verbania in via Rigola 44).
Coldiretti invita inoltre i consumatori a sostenere la campagna #stopcibofalso sui social network di Coldiretti e Terranostra Piemonte (pagina Facebook, Twitter ed Instagram).
l.c.