OLEGGIO – Palazzo Bellini fa il tutto esaurito: come per il 2017, anche per l’anno appena iniziato il calendario di appuntamenti ed esposizioni è fitto. 
«E’ un grande patrimonio della città – commenta il vice sindaco e assessore alla Cultura Andrea Baldassini – e negli ultimi anni, specialmente nel secondo mandato di questa Amministrazione, è stato valorizzato moltissimo. Ogni anno ci sono tantissime mostre tanto che è difficile trovare mesi in cui il Palazzo resta chiuso». Ma il percorso è stato lungo, ci sono voluti anni per creare un indotto che permettesse di accogliere artisti di livello insieme alle iniziative del territorio. Rispetto ai primi anni infatti alle mostre delle associazioni culturali locali o degli artisti della zona si sono affiancate mostre di livello, «le stesse che hanno chiamato altri artisti i quali, dopo avere visitato le sale del Palazzo, chiedono come fare per potere avere uno spazio – spiega Baldassini – Il merito è anche del Premio d’arte città di Novara che per la nostra città è stata una bella vetrina, ma non abbiamo tolto lo spazio alle mostre locali». 
Nel 2017 diverse sono state le occasioni nelle quali Palazzo Bellini è diventato la casa di mostre culturali relative alla collezione del Museo Etnografico. L’obiettivo è creare un indotto che porti la voglia di vivere la Cultura oleggese. «Oggi l’utenza è vasta – commenta il vice sindaco – e Palazzo Bellini è frequentato dai curiosi e intenditori. Una scelta che ha pagato in termini di visite è anche quella di tenere aperto il lunedì mattina per permettere di vivere la cultura anche a chi passa per il mercato». Delle mostre in calendario nell’anno appena concluso si citano quella di Roberto Pegolo, quelle organizzate dalla professoressa Federica Mingozzi o dal Museo (“Stile di donna” e “Flora a Palazzo”); la mostra d’arte a cura di Vincenzo Scardigno, quella firmata Eidos e la proposta di Emiliana Mongiat di fare dialogare il Palazzo con le opere presenti. Per concludere l’anno, poi, il tradizionale appuntamento con la mostra presepistica di Nativitas. Ma Palazzo Bellini non è solo questo, quando le porte si chiudono si presta anche per iniziative private e commerciali. «Viene concesso per i matrimoni – conclude Baldassini – e abbiamo stabilito delle tariffe per concedere le sale come set fotografico: è stato richiesto da una ditta di arredi di Milano per il proprio catalogo e per un set di moda da una azienda locale». Il calendario 2018 del Palazzo non ha invidia di quello dell’anno passato. Si parte già oggi, sabato 13 gennaio e gli appuntamenti sono già fissati fino a Natale, con un solo obiettivo: fare vivere la cultura oleggese a 360 gradi, ospitandola in uno dei palazzi più belli della città.
Silvia Biasio

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OLEGGIO – Palazzo Bellini fa il tutto esaurito: come per il 2017, anche per l’anno appena iniziato il calendario di appuntamenti ed esposizioni è fitto. 
«E’ un grande patrimonio della città – commenta il vice sindaco e assessore alla Cultura Andrea Baldassini – e negli ultimi anni, specialmente nel secondo mandato di questa Amministrazione, è stato valorizzato moltissimo. Ogni anno ci sono tantissime mostre tanto che è difficile trovare mesi in cui il Palazzo resta chiuso». Ma il percorso è stato lungo, ci sono voluti anni per creare un indotto che permettesse di accogliere artisti di livello insieme alle iniziative del territorio. Rispetto ai primi anni infatti alle mostre delle associazioni culturali locali o degli artisti della zona si sono affiancate mostre di livello, «le stesse che hanno chiamato altri artisti i quali, dopo avere visitato le sale del Palazzo, chiedono come fare per potere avere uno spazio – spiega Baldassini – Il merito è anche del Premio d’arte città di Novara che per la nostra città è stata una bella vetrina, ma non abbiamo tolto lo spazio alle mostre locali». 
Nel 2017 diverse sono state le occasioni nelle quali Palazzo Bellini è diventato la casa di mostre culturali relative alla collezione del Museo Etnografico. L’obiettivo è creare un indotto che porti la voglia di vivere la Cultura oleggese. «Oggi l’utenza è vasta – commenta il vice sindaco – e Palazzo Bellini è frequentato dai curiosi e intenditori. Una scelta che ha pagato in termini di visite è anche quella di tenere aperto il lunedì mattina per permettere di vivere la cultura anche a chi passa per il mercato». Delle mostre in calendario nell’anno appena concluso si citano quella di Roberto Pegolo, quelle organizzate dalla professoressa Federica Mingozzi o dal Museo (“Stile di donna” e “Flora a Palazzo”); la mostra d’arte a cura di Vincenzo Scardigno, quella firmata Eidos e la proposta di Emiliana Mongiat di fare dialogare il Palazzo con le opere presenti. Per concludere l’anno, poi, il tradizionale appuntamento con la mostra presepistica di Nativitas. Ma Palazzo Bellini non è solo questo, quando le porte si chiudono si presta anche per iniziative private e commerciali. «Viene concesso per i matrimoni – conclude Baldassini – e abbiamo stabilito delle tariffe per concedere le sale come set fotografico: è stato richiesto da una ditta di arredi di Milano per il proprio catalogo e per un set di moda da una azienda locale». Il calendario 2018 del Palazzo non ha invidia di quello dell’anno passato. Si parte già oggi, sabato 13 gennaio e gli appuntamenti sono già fissati fino a Natale, con un solo obiettivo: fare vivere la cultura oleggese a 360 gradi, ospitandola in uno dei palazzi più belli della città.
Silvia Biasio