BELLINZAGO – Erano tantissimi coloro che domenica 28 gennaio, hanno partecipato alla tradizionale festa di San Giulio alla Badia di Dulzago. Dopo la messa e la processione, la fagiolata e il pane sono stati benedetti per poi essere distribuiti dai volontari con il saio bianco dei frati, ai tanti che sono accorsi con pentole e contenitori. Non è mancata anche quest’anno la gara del dolce casalingo. Il Vescovo Volpi, che visitò Dulzago nel 1628, fu il primo a parlare della fagiolata: nel giorno della festa di S. Giulio vengono distribuiti quattro sacchi di mistura sotto forma di pane e un sacco di fagioli per companatico a tutti coloro che si presentano alla chiesa. Tutto ciò avviene a spese dell’abate. Nei giorni che precedono la festa, le donne della Badia preparano le verdure: fagioli, patate, carote, verze, cipolle, aglio che, con cotiche e lardo, vengono messe a bollire, per ore, la domenica mattina in nove grosse caldere di rame nel cortile dell’abbazia. La fagiolata con il pane benedetto viene distribuita gratuitamente. La tradizione vuole che, mangiando questo pane, si tengano lontani i serpenti, numerosi nella zona. La leggenda, infatti, narra che nell’anno in cui la fagiolata non si fece, la campagna intorno a Dulzago fu invasa da centinaia di serpenti. Oltre alla Comunità della Badia di Dulzago, l’evento è stato realizzato con la collaborazione del comune di Bellinzago Novarese, la Pro-Loco di Bellinzago, l’Atl della provincia di Novara, il gruppo Alpini e la Protezione civile di Bellinzago. 
Valentina Sarmenghi

BELLINZAGO – Erano tantissimi coloro che domenica 28 gennaio, hanno partecipato alla tradizionale festa di San Giulio alla Badia di Dulzago. Dopo la messa e la processione, la fagiolata e il pane sono stati benedetti per poi essere distribuiti dai volontari con il saio bianco dei frati, ai tanti che sono accorsi con pentole e contenitori. Non è mancata anche quest’anno la gara del dolce casalingo. Il Vescovo Volpi, che visitò Dulzago nel 1628, fu il primo a parlare della fagiolata: nel giorno della festa di S. Giulio vengono distribuiti quattro sacchi di mistura sotto forma di pane e un sacco di fagioli per companatico a tutti coloro che si presentano alla chiesa. Tutto ciò avviene a spese dell’abate. Nei giorni che precedono la festa, le donne della Badia preparano le verdure: fagioli, patate, carote, verze, cipolle, aglio che, con cotiche e lardo, vengono messe a bollire, per ore, la domenica mattina in nove grosse caldere di rame nel cortile dell’abbazia. La fagiolata con il pane benedetto viene distribuita gratuitamente. La tradizione vuole che, mangiando questo pane, si tengano lontani i serpenti, numerosi nella zona. La leggenda, infatti, narra che nell’anno in cui la fagiolata non si fece, la campagna intorno a Dulzago fu invasa da centinaia di serpenti. Oltre alla Comunità della Badia di Dulzago, l’evento è stato realizzato con la collaborazione del comune di Bellinzago Novarese, la Pro-Loco di Bellinzago, l’Atl della provincia di Novara, il gruppo Alpini e la Protezione civile di Bellinzago. 
Valentina Sarmenghi