NOVARA – Sempre nel segno di Mozart la collaborazione tra Fondazione Teatro Coccia e Ravenna Festival: dopo “Così fan tutte” sul palco di Novara in cartellone “Don Giovanni (o sia il dissoluto punito)”. Appuntamento nel cartellone Opera e Balletto domani, venerdì 15 dicembre, alle 20.30 e domenica 17 in replica alle 16. L’opera è diretta dal maestro Matteo Beltrami, la regia è di Giorgio Ferrara, in buca l’Orchestra Luigi Cherubini, le scene sono firmate da Dante Ferretti e dalla moglie Francesca Lo Schiavo, entrambi Premi Oscar. L’allestimento ha inaugurato la 60ª edizione del Festival dei Due Mondi lo scorso 30 giugno, chiudendo così la trilogia mozartiana (ultimo titolo, “Le nozze di Figaro”), frutto della collaborazione tra il teatro novarese e il Festival di Spoleto avviata nel 2015. Dramma giocoso in due atti, ruota intorno alla figura di Don Giovanni, dissoluto e libertino che tra avventure, seduzioni e mancato pentimento finirà all’inferno. Mozart ha saputo coniugare in modo sublime drammaticità e comicità, musica e parola, realismo e invenzione. 
Quale volto avrà il Don Giovanni nato dalla collaborazione tra il Festival Spoleto e il Teatro Coccia?
«Sono sempre rispettoso dei libretti e della musica, mi interessa mettere in evidenza musica e canto – spiega il regista Giorgio Ferrara che è anche direttore artistico della rassegna di Spoleto -. Sono partito da una riflessione del grande filosofo Kierkegaard che ha scritto un saggio meraviglioso sul Don Giovanni nel quale si discosta dell’idea di opera giocosa: lo considera una danza macabra di un personaggio come Don Giovanni che in realtà è un erotomane malato. Kierkegaard è presente sul palco, una figura muta la sua, partecipa all’azione dall’esterno, nell’ouverture ci sono proiezioni delle sue frasi meravigliose su questa musica, della sua interpretazione. L’opera è ambientata in una cripta cimiteriale proprio per trasmettere l’idea di una danza macabra, con personaggi morti che risorgono e interpretano in maniera rispettosa il capolavoro di Mozart. Sono sempre sul palco, assistono alle avventure e alle peripezie degli altri personaggi. Un’opera molto onirica e sognante, ma che tiene desta l’attenzione, senza perdersi nell’opera buffa. Un’astrazione. Ho mantenuto la stessa epoca: i costumi sono ispirati al grande pittore inglese Gainsborough, ricordano il Settecento ma non riprendono le figurine settecentesca dell’opera buffa».
La prima a Spoleto è stata accolta da un trionfo.
«Un grande successo lo scorso giugno per il Don Giovanni, speriamo di ripeterlo a Novara. Ci tengo molto al rapporto con la vostra città, con il Teatro Coccia e, in particolare, alla collaborazione con il direttore artistico Renata Rapetti. Dopo “Così fan tutte” questa è la seconda opera: nel dicembre prossimo la trilogia coprodotta insieme si concluderà con “Le nozze di Figaro”. Stiamo studiando con Novara la possibilità di proseguire la nostra collaborazione anche negli anni futuri».
E sarà una scenografia da… Oscar!
«Una scenografia importante, una collaborazione, quella con Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, che prosegue per l’intera triologia. Le opere in scena a Spoleto e in un teatro così bello come il Coccia possono essere proposte anche alla Scala di Milano e all’Opera di Roma. Impianti possenti, ben costruiti: l’esperienza di Ferretti e Lo Schiavo si sposa in maniera precisa con le mie indicazioni, portando a un ottimo risultato. Con un impatto visivo molto forte».
Si replica, dopo Speoleto, con gli stessi interpreti?
«Un cast di tutto rispetto e un bravissimo Don Giovanni. Quasi lo stesso organico di Spoleto, meno Donna Elvira e il Commendatore. Cantanti molto bravi e un direttore d’orchestra (Matteo Beltrami, ndr) che mi ha conquistato. È la prima volta che lo incontro, mi piace il suo piglio, vivace e potente: conduce l’Orchestra Luigi Cherubini, una creatura di Riccardo Muti, in maniera assolutamente degna».
Con che parole invitare a teatro i novaresi e gli amanti della lirica?
«Sarà un’edizione molto attraente, con una visione totale: questo Don Giovanni potrebbe rappresentare in qualche modo i disturbi e le problematiche della nostra epoca».
Eleonora Groppetti

INFO
Venerdì 15 dicembre ore 20.30
Domenica 17 dicembre ore 16
Dramma giocoso in due atti
Musica di W.A. Mozart, su libretto di Lorenzo Da Ponte
Biglietti interi da 32 a 62 euro
Biglietti ridotti da 26 a 50 euro

NOVARA – Sempre nel segno di Mozart la collaborazione tra Fondazione Teatro Coccia e Ravenna Festival: dopo “Così fan tutte” sul palco di Novara in cartellone “Don Giovanni (o sia il dissoluto punito)”. Appuntamento nel cartellone Opera e Balletto domani, venerdì 15 dicembre, alle 20.30 e domenica 17 in replica alle 16. L’opera è diretta dal maestro Matteo Beltrami, la regia è di Giorgio Ferrara, in buca l’Orchestra Luigi Cherubini, le scene sono firmate da Dante Ferretti e dalla moglie Francesca Lo Schiavo, entrambi Premi Oscar. L’allestimento ha inaugurato la 60ª edizione del Festival dei Due Mondi lo scorso 30 giugno, chiudendo così la trilogia mozartiana (ultimo titolo, “Le nozze di Figaro”), frutto della collaborazione tra il teatro novarese e il Festival di Spoleto avviata nel 2015. Dramma giocoso in due atti, ruota intorno alla figura di Don Giovanni, dissoluto e libertino che tra avventure, seduzioni e mancato pentimento finirà all’inferno. Mozart ha saputo coniugare in modo sublime drammaticità e comicità, musica e parola, realismo e invenzione. 
Quale volto avrà il Don Giovanni nato dalla collaborazione tra il Festival Spoleto e il Teatro Coccia?
«Sono sempre rispettoso dei libretti e della musica, mi interessa mettere in evidenza musica e canto – spiega il regista Giorgio Ferrara che è anche direttore artistico della rassegna di Spoleto -. Sono partito da una riflessione del grande filosofo Kierkegaard che ha scritto un saggio meraviglioso sul Don Giovanni nel quale si discosta dell’idea di opera giocosa: lo considera una danza macabra di un personaggio come Don Giovanni che in realtà è un erotomane malato. Kierkegaard è presente sul palco, una figura muta la sua, partecipa all’azione dall’esterno, nell’ouverture ci sono proiezioni delle sue frasi meravigliose su questa musica, della sua interpretazione. L’opera è ambientata in una cripta cimiteriale proprio per trasmettere l’idea di una danza macabra, con personaggi morti che risorgono e interpretano in maniera rispettosa il capolavoro di Mozart. Sono sempre sul palco, assistono alle avventure e alle peripezie degli altri personaggi. Un’opera molto onirica e sognante, ma che tiene desta l’attenzione, senza perdersi nell’opera buffa. Un’astrazione. Ho mantenuto la stessa epoca: i costumi sono ispirati al grande pittore inglese Gainsborough, ricordano il Settecento ma non riprendono le figurine settecentesca dell’opera buffa».
La prima a Spoleto è stata accolta da un trionfo.
«Un grande successo lo scorso giugno per il Don Giovanni, speriamo di ripeterlo a Novara. Ci tengo molto al rapporto con la vostra città, con il Teatro Coccia e, in particolare, alla collaborazione con il direttore artistico Renata Rapetti. Dopo “Così fan tutte” questa è la seconda opera: nel dicembre prossimo la trilogia coprodotta insieme si concluderà con “Le nozze di Figaro”. Stiamo studiando con Novara la possibilità di proseguire la nostra collaborazione anche negli anni futuri».
E sarà una scenografia da… Oscar!
«Una scenografia importante, una collaborazione, quella con Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, che prosegue per l’intera triologia. Le opere in scena a Spoleto e in un teatro così bello come il Coccia possono essere proposte anche alla Scala di Milano e all’Opera di Roma. Impianti possenti, ben costruiti: l’esperienza di Ferretti e Lo Schiavo si sposa in maniera precisa con le mie indicazioni, portando a un ottimo risultato. Con un impatto visivo molto forte».
Si replica, dopo Speoleto, con gli stessi interpreti?
«Un cast di tutto rispetto e un bravissimo Don Giovanni. Quasi lo stesso organico di Spoleto, meno Donna Elvira e il Commendatore. Cantanti molto bravi e un direttore d’orchestra (Matteo Beltrami, ndr) che mi ha conquistato. È la prima volta che lo incontro, mi piace il suo piglio, vivace e potente: conduce l’Orchestra Luigi Cherubini, una creatura di Riccardo Muti, in maniera assolutamente degna».
Con che parole invitare a teatro i novaresi e gli amanti della lirica?
«Sarà un’edizione molto attraente, con una visione totale: questo Don Giovanni potrebbe rappresentare in qualche modo i disturbi e le problematiche della nostra epoca».
Eleonora Groppetti

INFO
Venerdì 15 dicembre ore 20.30
Domenica 17 dicembre ore 16
Dramma giocoso in due atti
Musica di W.A. Mozart, su libretto di Lorenzo Da Ponte
Biglietti interi da 32 a 62 euro
Biglietti ridotti da 26 a 50 euro