Casa Bossi, le stanze interagiscono con le opere. Dal 12 maggio due mostre, una dedicata al Dada, un’altra con proposte internazionali di arte contemporanea.

Casa Bossi, le stanze interagiscono con le opere

A Novara Casa Bossi tra poco aprirà le porte alla città per due eventi espositivi molto particolari e rispondenti alle linee progettuali previste per il 2018. Entrambe le mostre saranno inaugurate sabato 12 maggio. Alle 16.30 la mostra dedicata al Dada, alle 18 quella con proposte internazionali di arte contemporanea. Aperte da domenica 13 maggio, proseguiranno fino all’8 luglio. Gli eventi sono stati ideati e organizzati da Comitato d’Amore con Comune di Novara, Atl, Contemporary Art price Rotary Bonn Novara Strasbourg, sostenuti economicamente da Compagnia di San Paolo. Gode del patrocinio dell’Università del Piemonte Orientale e del contributo di Fondazione Comunità Novarese onlus.

“Un posto da vivere”

La prima esposizione “Un posto da vivere” (“A place to live International Contemporary Art Exhibition”), con opere di Valentina Jaffè, Benjamin Just, Kim Lux, Hannah Schneider, Patrik Thomas e Federico Vandone Dell’Acqua, curata da Riccardo Caldura è allestita al primo piano, nello “Spazio di esplorazioni del contemporaneo”. «È la prima delle mostre appositamente concepite per ampliare la conoscenza oltre Novara di Casa Bossi – conferma Roberto Tognetti, presidente del Comitato d’Amore, incontrato nell’edificio antonelliano con Vittorio Tonon, curatore della mostra dedicata al Dada – in quanto le stanze si prestano particolarmente bene all’interazione con le opere contemporanee. L’intento è di generare relazioni con il mondo delle arti, sia a livello nazionale che internazionale, prestando attenzione anche a quanto di più significativo emerge dal contesto cittadino e regionale. Gli artisti proposti sono i vincitori del Premio Arte Contemporanea assegnati dai Rotary di Bonn e Strasburgo. Sono ora in città grazie alla collaborazione con il Rotary Club Novara. A questa farà seguito, dal 22 settembre al 4 novembre, il progetto di drammaturgia “Hai lasciato la luce accesa” di Elena Pugliese, sempre a cura di Riccardo Caldura con Maria Yvonne Pugliese».

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“Dada a Casa Bossi quarant’anni dopo”

La seconda mostra risponde agli obiettivi di “DocumentAria. Le parole e i volti di un’atmosfera urbana”. É collocata al piano terra, negli spazi riservati ai progetti che nella città, nella sua storia, nei protagonisti della sua cultura trovano gli elementi focali per una rilettura con gli occhi di oggi di momenti e figure novaresi legati alle arti. La proposta è “Dada a Casa Bossi quarant’anni dopo”, mostra evento curata da Vittorio Tonon con la collaborazione di Riccardo Caldura e del Liceo artistico Casorati di Novara e Romagnano Sesia. «Volevamo far rivivere attraverso questo momento espositivo e altri eventi collegati – spiega Tonon – la grande vitalità che intorno al 1978 aveva investito Casa Bossi, anni durante i quali era stata un centro culturale molto frequentato da giovani che qui si riunivano per parlare di arte, musica, politica, cinema, letteratura. A questo evento seguirà “Il ’68 di Vassalli: la Neoavanguardia fra arte e letterartura”, a cura di Linda Poncetta e Alessandra Roncalli, con Centro Novarese Studi Letterari e Laboratori di editoria dell’Università Cattolica, previsto per l’autunno. Entrambe le mostre saranno aperte, con ingresso ad offerta, sabato 10-12.30 e 16-19, domenica 10-12.30.

Emiliana Mongiat