NOVARA – Al Cinema Teatro Faraggiana giovedì 1 marzo alle 21 e venerdì 2 alle 11 (spettacolo del mattino con ingresso a posto unico a 8 euro) è in scena “Sulla morte senza esagerare”. Ideato e diretto dal regista veronese Riccardo Pippa, la pièce affronta il tema della morte in chiave ironica e divertente attraverso un uso non convenzionale delle maschere (realizzate dalla scenografa Ilaria Ariemme). “Le figure si muovono con verità e leggerezza su un tessuto drammaturgico originale – è scritto nella presentazione dello spettacolo – Sulla soglia tra l’aldiquà e l’aldilà, dove le anime prendono definitivo congedo dai corpi, c’è la nostra Morte. I vivi la temono, la fuggono, la negano, la cerca­no, la sfidano, la invocano. L’unica certezza è la morte, si dice. Ma quanti ritardi nel suo lavoro, quanti imprevisti, tentativi maldestri, colpi a vuoto e anime rispedite al mittente! E poi che ne sa la Morte, lei che è immor­tale, di cosa significhi morire? La nostra Morte ha un contratto a tempo indeterminato, molto lavoro da fare e un capo molto esigente. In scena cinque attori, dieci maschere contemporanee che raccontano una storia semplice, senza parole, un teatro di figure, archetipi, immediatezza, immaginari condivisi per parlare a tutti oltre le barriere della parola”.Per maggiori informazioni: www.teatrofaraggiana.it.

v.s.

NOVARA – Al Cinema Teatro Faraggiana giovedì 1 marzo alle 21 e venerdì 2 alle 11 (spettacolo del mattino con ingresso a posto unico a 8 euro) è in scena “Sulla morte senza esagerare”. Ideato e diretto dal regista veronese Riccardo Pippa, la pièce affronta il tema della morte in chiave ironica e divertente attraverso un uso non convenzionale delle maschere (realizzate dalla scenografa Ilaria Ariemme). “Le figure si muovono con verità e leggerezza su un tessuto drammaturgico originale – è scritto nella presentazione dello spettacolo – Sulla soglia tra l’aldiquà e l’aldilà, dove le anime prendono definitivo congedo dai corpi, c’è la nostra Morte. I vivi la temono, la fuggono, la negano, la cerca­no, la sfidano, la invocano. L’unica certezza è la morte, si dice. Ma quanti ritardi nel suo lavoro, quanti imprevisti, tentativi maldestri, colpi a vuoto e anime rispedite al mittente! E poi che ne sa la Morte, lei che è immor­tale, di cosa significhi morire? La nostra Morte ha un contratto a tempo indeterminato, molto lavoro da fare e un capo molto esigente. In scena cinque attori, dieci maschere contemporanee che raccontano una storia semplice, senza parole, un teatro di figure, archetipi, immediatezza, immaginari condivisi per parlare a tutti oltre le barriere della parola.Per maggiori informazioni: www.teatrofaraggiana.it.

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