NOVARA – Torna a Novara al Teatro “Coccia” ogni dieci anni Chiara Noschese. La prima volta fu nel febbraio 1997 con “Cantando sotto la pioggia”, la seconda nel gennaio 2007 con “Tootsie” e ora nel fine settimana per “L’anatra all’arancia”. 

Lo spettacolo, che vede l’attrice accanto a Luca Barbareschi, che cura anche la regia, è l’occasione per Chiara Noschese di tornare a recitare, da cinque anni, infatti, si occupa prevalentemente di regie. «Luca Barbareschi, con cui ho lavorato in diverse occasioni, ha voluto coinvolgermi e siccome il progetto mi è sembrato di livello sono tornata a recitare. Quando mi ha illustrato come intendeva trasporre il testo mi ha subito convinto e sono stata ben felice di cimentarmi con questo personaggio. Un ruolo che mi ha divertito interpretare essendo molto diverso da come sono io fuori dal palcoscenico».  

La commedia, “The Secretary Bird” scritta nei primi anni Settanta, dallo scozzese Williams Douglas Home, poi adattata dal francese Marc Gilbert Sauvajon è entrata nell’immaginario collettivo per la versione cinematografica con Ugo Tognazzi e Monica Vitti, regia di Luciano Salce. Quanto è stato difficile scrollarsi la caratterizzazione data dalla Vitti al personaggio che lei interpreta?

«Luca ha ribaltato l’impostazione dei personaggi. Ha tradotto il testo e delle due versioni più conosciute ha preso solo alcune cose. Ha rivoltato i caratteri. La donna che interpreto è una milanese esasperata, a tratti anche bipolare, che si innamora di altro uomo e cerca di abbandonare il marito. L’amante è un nobile di origine russa e la segretaria nasconde più “facce”. Tutto molto diverso dalle caratterizzazioni del film. Vi sono momenti che si staccano da quella impostazione».

Più comicità e leggerezza, o maggior introspezione sui personaggi?

«La storia rimane la stessa del film. Un marito tradito che organizza un piano per riconquistare la moglie che sta per abbandonarlo. In questa versione è sì accentuato il lato comico, ma si sente l’amaro che emerge dai difetti dei vari personaggi che vengono meglio caratterizzati. La vicenda viene rappresentata in maniera che definirei moderna ed elegante. Poche “porte sbattute” ma un gioco di ironia e classe, dove però il divertimento è assicurato».

Lei ha già recitato sul palcoscenico del Coccia, cosa pensa del teatro novarese?

«Per chi fa teatro e va in tournée venire al Coccia è importante. È una delle piazze più ambite. Un teatro di tradizione, con tanta storia, dove è bello confrontarsi con il pubblico. Spero in futuro di tornarci anche come regista».

“L’anatra all’arancia” sarà in scena questa sera alle 21 e domani alle 16. Biglietti dai 17 ai 32 euro.

Massimo Delzoppo

NOVARA – Torna a Novara al Teatro “Coccia” ogni dieci anni Chiara Noschese. La prima volta fu nel febbraio 1997 con “Cantando sotto la pioggia”, la seconda nel gennaio 2007 con “Tootsie” e ora nel fine settimana per “L’anatra all’arancia”. 

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Lo spettacolo, che vede l’attrice accanto a Luca Barbareschi, che cura anche la regia, è l’occasione per Chiara Noschese di tornare a recitare, da cinque anni, infatti, si occupa prevalentemente di regie. «Luca Barbareschi, con cui ho lavorato in diverse occasioni, ha voluto coinvolgermi e siccome il progetto mi è sembrato di livello sono tornata a recitare. Quando mi ha illustrato come intendeva trasporre il testo mi ha subito convinto e sono stata ben felice di cimentarmi con questo personaggio. Un ruolo che mi ha divertito interpretare essendo molto diverso da come sono io fuori dal palcoscenico».  

La commedia, “The Secretary Bird” scritta nei primi anni Settanta, dallo scozzese Williams Douglas Home, poi adattata dal francese Marc Gilbert Sauvajon è entrata nell’immaginario collettivo per la versione cinematografica con Ugo Tognazzi e Monica Vitti, regia di Luciano Salce. Quanto è stato difficile scrollarsi la caratterizzazione data dalla Vitti al personaggio che lei interpreta?

«Luca ha ribaltato l’impostazione dei personaggi. Ha tradotto il testo e delle due versioni più conosciute ha preso solo alcune cose. Ha rivoltato i caratteri. La donna che interpreto è una milanese esasperata, a tratti anche bipolare, che si innamora di altro uomo e cerca di abbandonare il marito. L’amante è un nobile di origine russa e la segretaria nasconde più “facce”. Tutto molto diverso dalle caratterizzazioni del film. Vi sono momenti che si staccano da quella impostazione».

Più comicità e leggerezza, o maggior introspezione sui personaggi?

«La storia rimane la stessa del film. Un marito tradito che organizza un piano per riconquistare la moglie che sta per abbandonarlo. In questa versione è sì accentuato il lato comico, ma si sente l’amaro che emerge dai difetti dei vari personaggi che vengono meglio caratterizzati. La vicenda viene rappresentata in maniera che definirei moderna ed elegante. Poche “porte sbattute” ma un gioco di ironia e classe, dove però il divertimento è assicurato».

Lei ha già recitato sul palcoscenico del Coccia, cosa pensa del teatro novarese?

«Per chi fa teatro e va in tournée venire al Coccia è importante. È una delle piazze più ambite. Un teatro di tradizione, con tanta storia, dove è bello confrontarsi con il pubblico. Spero in futuro di tornarci anche come regista».

“L’anatra all’arancia” sarà in scena questa sera alle 21 e domani alle 16. Biglietti dai 17 ai 32 euro.

Massimo Delzoppo