Schianto a Fontaneto, Fabrizio tradito dalla passione per le moto. Non ancora fissata la data dei funerali dello chef quarantenne che lascia moglie e figlio di 8 anni.

Schianto a Fontaneto, Fabrizio tradito dalla passione per le moto

Non è stata ancora fissata la data dei funerali di Fabrizio Franzini, lo chef quarantenne che ha perso la vita a causa dello schianto a Fontaneto di venerdì scorso. L’incidente è avvenuto verso le 19 sulla strada provinciale 21 nel tratto compreso tra Fontaneto e Cavaglio d’Agogna. L’uomo abitava in località Molino Marco con la moglie Ilaria, commessa al supermercato “Conad”, e il figlioletto di 8 anni. Prima di cena aveva deciso di andare a fare un giro in paese in sella alla sua inseparabile motocicletta quando, per cause in fase di accertamento, si è scontrato con un’auto al volante della quale c’era una pensionata anche lei residente a Fontaneto. L’urto è stato violentissimo. Franzini è stato sbalzato a terra a diversi metri di distanza dal punto di impatto ed è morto praticamente sul colpo. Inutili si sono purtroppo rivelati i soccorsi prestati dai medici di un’ambulanza del 118 arrivata qualche minuto dopo. Sul posto anche i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della Tenenza di Borgomanero cui spetta il compito di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Non ancora fissata la data dei funerali

La salma è stata trasferita all’obitorio dell’Ospedale Ss. Trinità di Borgomanero a disposizione dell’autorità giudiziaria. La notizia ha fatto subito il giro del paese dove la famiglia Franzini è molto conosciuta. «Il papà Dino – dice visibilmente scossa il sindaco Maria Antonia Platini – sino all’età della pensione aveva lavorato come operaio alle dipendenze del Comune mentre la moglie prestava servizio come cuoca presso la scuola materna». Una passione per la cucina che aveva ereditato anche Fabrizio, da anni provetto cuoco presso il locale Raviolificio Fontaneto, una delle aziende leader nel settore della produzione alimentare. «Fabrizio – è il ricordo dell’amministratore delegato della ditta, Fabio Fontaneto – era con noi da tanti anni. Aveva iniziato a lavorare giovanissimo, ancora prima di svolgere il servizio militare. Quando aveva dismesso la divisa era andato a completare la sua preparazione come chef in importanti ristoranti sia in Italia che all’estero. Poi era tornato da noi dove era apprezzato e stimato da tutti per la sua professionalità. Aveva un carattere solare anche nel rapporto con i colleghi di lavoro. Mai una discussione, mai uno screzio. La sua grande passione, sin da ragazzo erano le moto». Una passione che purtroppo gli è costata la vita.
Carlo Panizza